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etniche e storiche, perchè se le nostre sciagure e le nostre colpe ci hanno sottratto il predominio nel Mediterraneo, le ragioni geografiche ci hanno commesso, meglio che a nessun'altra delle genti litoranee, di comunicare con tutte quante ed esse con noi, perchè siamo sulla via di tutte le grandi navigazioni che ne solcano le acque, perchè nessun'altra delle nazioni circostanti v'immerge tanta distesa di coste, vi specchia tanta catena di monti, lo alimenta con sì copiose bocche di fiumi. E perchè ancora, non ostante la lunga schiavitù e le antiche e recenti sventure ed a cagione di queste in parte, noi siamo dei popoli d'Europa, anzi del mondo, il più atto a dissodare le terre non mai prima coltivate, ad aprire strade, a valicare ed a trapassare le montagne.
Non lo affermo a titolo d'orgoglio, perchè l'orgoglio nazionale vorrebbe che tanto beneficio recato dalle braccia italiane alla coltura ed ai commerci del mondo fosse, in alcuna sia pur modica misura, riconosciuto da quelli cui più direttamente profitta e non è, ma perchè almeno ce ne facciamo consapevoli noi stessi e vediamo di sorreggere con ogni nostra forza l'opera faticosa dei nostri connazionali. Perchè se interrogate i grandi imprenditori stranieri di quelle opere che le braccia italiane compiscono, essi vi diranno che la preferenza data all'elemento italiano non è dovuta solamente alle più modeste pretese di salario, ma alla maggiore svegliatezza mentale, a quella prontezza muscolare che in altro ordine di applicazioni si chiama grazia, alla sobrietà dei bisogni e delle abitudini. Noi siamo dei grandi popoli d'Europa, quello che possiede meno colonie ed il più mal destro forse a governarle ed a profittarne : ma
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