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Come devo parlare in pubblico?
Esempi di discorsi per le varie occasioni della vita
Jacopo Gelli
Ulrico Hoepli Milano, 1912, pagine 464

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Discorsi vari intorno alla bandiera 3» «
   rimembranze di luoghi, di persone, di casi, di affetti, che non ne abbia o intristita l'amarezza dell'esilio o rinfocolata la speranza del ritorno.
   La lingua che apprendemmo inconsapevoli colle più elementari nozioni della vita, esercita sulle nostre facoltà affettive quella medesima azione di richiamo. Essa ha per noi un suono che le altre non hanno, una musica non solo rispondente alle interne armonie dell'essere nostro, ma che a noi sembra, meglio di ogni altra e con maggior precisione ed evidenza, esprimere l'anima stessa delle cose. Se l'udiamo fra genti straniere e dopo lunga dimora fuori della patria, essa par quasi aggiungere vita e freschezza alle cose che il vocabolo esprime, come se, uscite di spessa e distesa caligine, esse ci riapparissero nitide ed evidenti nel pieno sole. E quasi moltiplicato di vita, ogni vocabolo sveglia in noi l'eco di altri vocaboli, affini, così che sorgon di scatto nella nostra mente mille imagini associate che rischiarano per subiti bagliori ed avvivano fatti, luoghi, persone giaciute gran tempo mute ed immobili nei ripostigli della memoria.
   Oggi, o signori, noi siamo qui raccolti per consacrare in comunione di affetti e di speranze, la bandiera offerta dalle signore milanesi alla Società che nel nome del nostro massimo poeta assume di diffondere e tutelare la lingua italiana all'estero.
   Questa bandiera avrà poche occasioni di sventolare all'aperto. L'azione della nostra Società è e deve essere di perseverante s'anco lenta propaganda e di pacifica ma ferma custodia del nostro patrimonio linguistico. La bandiera che oggi la prima volta salutiamo, più che segno di richiamo ai lontani, sarà a noi di ammonimento nelle nostre discussioni sollevandoci alle pure
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