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Come devo parlare in pubblico?
Esempi di discorsi per le varie occasioni della vita
Jacopo Gelli
Ulrico Hoepli Milano, 1912, pagine 464

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Capitolo terzo
   Certo è che anche nei nostri annali si trova segnato il nobile intendimento di onorare l'altissimo Poeta in quella Roma ch'Egli sognò centro dell'Universo, colonna dell'Impero temporale, guida e luce del Regno spirituale. E notato in un disegno di legge che dal Ministero Zanardelli fu proposto in tempi meno dei nostri prosperi per le pubbliche entrate, e che stabiliva il concorso dello Stato, come primo sottoscrittore, nella somma di lire 150.000. Il resto avrebbe dovuto versare il popolo d'Italia. Ma quale monumento più nazionale di quello che votino per intiero i rappresentanti della Nazione?
   E si può, innanzi alla grandezza di Dante, immiserirsi in un angusto concetto di risparmio per l'erario? Il disegno di legge rimase nell'archivio; non fu portato alla discussione; cadde col cadere della Legislatura.
   Ma possono simili pensieri, quando siano banditi innanzi alla Nazione, lasciarsi cadere? Può lasciarsi dire nella storia che un Governo propose un disegno di legge per innalzare un monumento nazionale a Dante in Roma, ma che il Parlamento della Italia una e libera non trovò tempo e modo di approvarlo?
   No, certo. E non solo per onorare Dante, bensì per risparmiare a noi stessi questa colpa, noi abbiamo creduto debito nostro riprendere l'idea, indicare i mezzi per tradurla degnamente in realtà e riproporla a voi con largo consenso d'opinioni.
   Roma non ferve di vita economica: circondata di campagne ancora quasi deserte, vuota d'opifici, sprovvista di commerci, non produce ricchezza nella nuova convivenza nazionale. Ma essa, come un blasone illustre, eleva, con la magnificenza della storia, la dignità dell'Italia nuova innanzi alle Nazioni più progredite, e da questo prestigio suo di nomi e di ricordi è fatta per
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