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denza di questi delicatissimi organismi morali ed economici.
I giornali e i loro scrittori devono essere o parere essenzialmente altruisti, e a questo fine mirano parecchi argomenti, che si dovranno trattare al Congresso per la tutela professionale. I rappresentanti della stampa italiana confidario che nello studio sui probiviri collegato col contratto di lavoro e nell'ordinamento della Cassa delle pensioni, potranno consigliare ai colleghi degli altri Stati indagini e tipi legislativi, degni di imitazione, intesi a profittevoli collegamenti non soltanto nelle idee, ma anche nella cura dei reciproci interessi.
Cosi auguriamo di poter assicurare, con la serenità della vita più tranquilla, una maggiore indipendenza agli scrittori.
Persuasi del nostro alto ufficio educativo, diamoci quindi la mano, colleghi della stampa, stringendoci sempre più in un patto internazionale di luce e di amore sul Campidoglio, dalla cui altezza ideale meglio si raccolgono le aspirazioni dei popoli, le miserie non consolate da efficaci provvedimenti e con maggiore autorità si giudicano le tracotanze di ogni specie, muovano dall'alto o dal basso, egualmente condannabili.
A Roma, accanto alle giuste fierezze delle nostre patrie, delle quali ciascheduno di noi è geloso figlio, dobbiamo sentirci concittadini di un'altra patria più grande, a cui si appellino, come a una specie di Corte Suprema, le libere voci dell'umanità.
Qui un popolo, come l'italiano, che conobbe tutti i dolori della ingiusta oppressione e perciò oggidì assapora tanto più le dolcezze riparatrici della indipendenza, vi esprime, o colleghi della stampa, i suoi più lieti e amichevoli saluti, sotto gli auspici del Re leale,