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Capitolo terzo
problemi sociali, e alla ripresa delle loro riunioni, dopo unita l'Italia, poterono confortarsi di aver parlato con acuta visione di scuole, di istruzione tecnica, di leggi economiche, di tutela di operai, di riforme sociali: di aver visto l'avvenire. E che sempre la scienza vedesse l'avvenire altra prova diede alla prima riunione (dopo il 1860) di Siena, proclamando sede del futuro congresso Roma. E Roma libera e italiana li accolse nel 1873; e dal Campidoglio, « di gloria fulgido », passato e avvenire si congiunsero in una speranza e in una fede. Il ciclo era compiuto. Ma non compiuta l'opera. E Palermo l'indicò. E voi oggi siete chiamati a riprenderla con nuovi ideali ed intenti.
La scienza rinnovata di nuove forze, aiutata da nuovi mezzi, seguita da più numerosi cultori, si è tutta specializzata : le vecchie accademie italiane si rinnovarono e ripresero più agile il lavoro assiduo del loro glorioso passato, fidenti nell'avvenire ; il lavoro scientifico si divise per sottili rivoli come le correnti di un fiume che pei campi del lavoro umano sono condotte per cento canali ad animare industrie, e muovere possenti macchine, a fecondare ampie distese di terre.
Ma come i rivoli dell'acqua benefattrice devono ricongiungersi e formar di nuovo il fiume che segue il suo corso e produce nuove energie, cosi la scienza divisa dalle nuove esigenze degli studi deve ricomporsi ad unità.
« Ogni cosa da ultimo alla scienza si rivolge e da lei comincia», diceva Terenzio Mamiani(') al convegno
(') Terenzio Mamiani, conte della Rovere, (1799-1885) nacque a Pesaro. Dal 1828 fu professore di lettere nell'Accademia militare di Torino; dal 1831 al 1846 rifugiato politico a Parigi; nel 1848 Ministro di Pio IX; nel 1860 Ministro a Torino (pubblica istruzione). Fu letterato e filosofo insigne e senatore ; morì a Roma nel compianto generale.