Storia di Roma di Ettore Pais

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      48Scap. iv. - dal Fi a cacciata dei ue etc.
      metterò clic eli buon'ora il nome romano sia stato rispettato fra i popoli vicini, è chiaro che un matrimonio così importante, che sottraeva ai pretendenti del lontano Saunio il patrimonio della ricca ereditiera, non potò accadere se non quando, in seguito a relazioni politiche fra i Sanniti ed i Romani, i due popoli si concessero reciprocamente 1' M ius conubii,, ossia il diritto di prendere moglie dai due stati. Fra i Romani ed i Sanniti le prime relazioni politiche ed il primo trattato si conchiusero nel 351, nell'anno stesso in cui i Fabi cancellarono l'onta dell'aver male combattuto contro i Tarquicnsi. (') È chiaro del resto, che colui, il quale per il primo, nella forma onorevole a noi pervenuta, narrò la leggenda dei Fabi caduti al Cremerà (e naturalmente il pensiero come a Fabio Pittore), non solo mirò a trasformare ed a modificare il racconto di una sconfitta, ma cercò, con un nuovo esempio, di rendere sempre più somigliante la storia degli Eraclidi Fabi, a quella degli Eraclidi di Sparta, dei quali i Romani si vantavano fratelli. (*) La onorevole disfatta del Cremerà sarebbe avvenuta nel 477 a. C., e nel 480 a. C. l'Eraclide Leonida ed i suoi trecento Spartani morivano combattendo per la patria. Ma questa breve divergenza cronologica scompare quando si tenga conto, come fu anche testò notato, che la battaglia del Cremerà è una duplicazione di quella del 4S0 combattuta pure sotto la guida dei Fabi contro i Veienti. 11 deliberato proposito di imitare in tutto e per tutto uno dei più popolari episodi della storia di Sparta, che vantava anche altre simili gesta, (s) appare anche dal confronto di vari particolari: cinque mila sono i clienti dei Fabi e cinque mila gli alleati di Leonida; questi è tradito da Efialte, che con la morte sconta poi il tradimento; con la condanna, che gli ò poi causa di morte, il console T. Menenio viene punito del non aver soccorsi i Fabi. De^ Fabi si salva un giovane rampollo, come alla Termopoli viene salvato l'unico figlio del vate
      (¦) Liv. VII, 19, 4. O V. s. p. 229; 384.
      (®) Così Erodoto, IX, G4, parlava del valoroso Arimnesto che, poco tempo dopo Leonida, moriva con tutti i suoi trecento spartani. Anche i Messenì vantavano simili gesta, Paus. IV, 18, 1; 22, 5.


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Storia di Roma
Parte Prima
di Ettore Pais
Carlo Clausen
1898 pagine 629

   

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da: Storia d'Italia dai tempi più antichi alla fine delle guerre puniche




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