Storia di Roma di Ettore Pais

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      •140 CAP. IV. - DALLA CACCIATA DEI HE ETC.
      A questo ufficio venne eletto L.Quinzio Cincinnato, il quale scelse come maestro della cavalleria C. Servilio. Servilio citò Spurio Melio a comparire davanti al dittatore e, poiché Melio, appoggiandosi ai suoi satelliti e con il chiedere l'aiuto della plebe, sperava di sottrarsi alla meritata pena, lo raggiunse ed arditamente lo uccise con il pugnale nascosto sotto il braccio. Cincinnato approvò l'opera di Servilio, al quale d'allora in poi rimase il cognome di Ala, o come noi diremmo, di Braccio. (') La casa di Melio venne spianata, e da ciò si affermava clic traesse origine il nome di Equimelio, quello di una località posta ai piedi del Campidoglio. L. Minucio distribuì quindi alla plebe il grano di Melio, cedendolo per il misero prezzo di un asse al moggio, ed in compenso dell'avere scoperto la congiura venne onorato con una colonna posta fuori della porta Trigemina, a cui era sovrapposto un bue dorato (439 a. C.) (*) Questo fatto, che, come ripeteremo fra poco, non solo rammenta il tentativo di Spurio Cassio, ma succede alla seconda secessione, allo stesso modo che la congiura di Cassio tien dietro alla prima rivoluzione della plebe, veniva però da altre fonti raccontato in modo diverso. Ciucio Alimento, accanto a Fabio Pittore il pili antico annalista, non diceva nulla intorno alla creazione di L. Quinzio Cincinnato a dittatore e di Servilio a maestro della cavalleria, ma Spurio Melio faceva uccidere dal secondo per privata deliberazione. Con Ciucio in ciò concordava Calpurnio Pisone; (3) Livio infine dove narra queste vicende, facendo uso di saggio discernimento, del quale la critica storica gli ò più grata che delle belle concioni e delle situazioni drammatiche, rammentandosi di
      (') Liv. IV. 13-15. Dion. Hal. XII, fr. 1-4. La menzione del dittatore Quinzio e del " magister equitum „ C. Servilio Ala si trova anche presso Cicerone, de sen. 56; cfr. de domo 38, 101. Val. Max. V, 3, 2; VI, 2, 1.
      (*) Liv. IV, 16, 2, Dion. Hal. XII. fr. 4. Plin. Xll. XXXIV, 21. Bauislon. monti, d. I. rép. rotti. Il, p. 229. Su ciò v. oltre in questo capitolo.
      (') Cinc. et Calp. Pis. apd Dion. Hal. XII, fr. 4. Dalle parole di Diodoko, XII. 37 ad a. 432 (= 439 a C. = 315 a. n. c. Varr.) èv xfÀ 'Pcóurj ^"óp-.c; MaiXiog i--.3-3ii.sv5s T'jpavviSi àv^pl&yj, non si ricava quale fosse la versione accettata dalla sua fonte. K erroneo ad ogni modo pensare che queste poche parole riproducano tutto quanto in tale fonte era narrato. Sul che v. s. p. 75, n. 1.


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Storia di Roma
Parte Prima
di Ettore Pais
Carlo Clausen
1898 pagine 629

   

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da: Storia d'Italia dai tempi più antichi alla fine delle guerre puniche




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