Storia di Roma di Ettore Pais

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      TENDENZE POLITICHE E MORALI NELLA STORIA DEI RE.
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      quello della famiglia; (l) il tradimento è invece punito in Tarpeia (•') ed in Mezzio Fufezio l'infido alleato. (3) Tarquinio rappresenta il magistrato che abusa del potere a danno del popolo, ed in fine la tradizionale cerimonia del ratto, che si compieva ancora nelle nozze non solo porge materia a favoleggiare sul ratto delle Sabine, ma insegna inoltre quale e quanto rispetto si debba alle donne simbolo di concordia e di pace. E appunto perciò anche con questo racconto è congiunta la menzione degli onori che fu pattuito di accordare alle matrone.
      Le narrazioni dell'ultimo secolo della repubblica o del principio dell'impero, furono scritte dopo che la rivoluzione aveva compiuto il suo corso, quando la plebe non aveva piìi nulla da pretendere di fronte al patriciato da lei conculcato. Distese dopo che la storia dell'età regia era stata esposta in mille modi, a seconda delle varie tendenze, trasformate via via in maniera da tener conto delle pretese del partito cesariano e delle lotte dell'ultimo secolo della repubblica, esse non ci lasciano interamente riconoscere il line con cui la pseudo-storia dell'età regia era stata narrata le prime volte. Esaminando però un poco più a fondo le varie narrazioni ed il significato delle gesta dei re, traspare chiaro che i primi narratori plebei mirarono a fare di costoro i creatori delle libere istituzioni del popolo o meglio della plebe romana. Romolo come Tulio Ostilio e Tarquinio ò talvolta dipinto come 1111 tiranno; ma in generale prevale la tendenza di rappresentare lui e i suoi successori quali uomini popolari, amanti della plebe. A favore della plebe Roma istituisce l'asilo di Vediove, come Servio quello di Diana. Popolare ed amante della plebee il buon re Numa; demagogico è addirittura il carattere di Anco Marzio, il costitutore della comunità dell'Aventino. (4)
      (l) Ad Orazio, nell'atto che uccide la sorella, si fa dire * sic eat, quaecumque Romana lugebit hostem „; Orazio è assolto " admiratione magis virtutis quam iure causae r Liv. I, 26, 5; 12.
      (*) V. il mio studio particolare su Tarpeia.
      (3) Tulio Ostilio dice a Mezzio Fufezio * at tu tuo supplicio doce humanum genus ea sancta credere, quae a te violata suut Liv. I, 2S, 9. O Cfr. Vekg. Aen. VI, 815 sq.


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Storia di Roma
Parte Prima
di Ettore Pais
Carlo Clausen
1898 pagine 629

   

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da: Storia d'Italia dai tempi più antichi alla fine delle guerre puniche




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