Storia di Roma di Ettore Pais

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      PROBABILE ORIGINE DELLA LEGGENDA DI ATTO NAVIO. 317
      a 2100. (') Catone insisteva sugli inconvenienti clic derivavano da tal numero troppo limitato. Allorquando egli aveva ventitre anni ed i Romani sotto le mura di Capua ricevevano continui danni dalla eccellente e più numerosa cavalleria campana, non si pensò punto ad accrescere le divisioni dei cavalieri, ma si cercò di riparare al grave inconveniente numerico con la creazione di un corpo di velites, ossia di leggiere squadre volanti che rapidamente saltavano e scendevano dal cavallo dei veri cavalieri. L'espediente detto buoni frutti. Orbene il nome del felice inventore del ripiego, che dava modo di conciliare le tradizionali istituzioni della repubblica con le nuove esigenze della guerra, fu un Q. Navio. (*-) In esso dovremo forse riconoscere il personaggio storico, che dette occasione a favoleggiare su questo punto particolare «Iella storia dell'augure Atto Navio che avrebbe vissuto al tempo di quel Tarquinio, il quale, secondo la tradizione, avrebbe ordinata la cavalleria proprio così come era ancora all'età ciceroniana, (3)
      Tutte le riforme attribuite a Tarquinio Prisco partono dallo stesso concetto dell'accrescimento di un terzo degli elementi della costituzione. Egli aumenta in tal misura le vestali, ciò che è attribuito anche a Servio Tullio e che sta in contraddizione con le tradizioni relative a NumajOdi un terzo aumenta il senato creando le 8 gentes minores, ., ed anche ciò è in disaccordo con le tradizioni che dal Prisco fanno accrescere questo corpo (à) e con quelle che le a gentes minores „ riconnettevano con i primi anni della repubblica, con la costituzione di Tunio Bruto o con il Publicola. (6) D'altro canto è evidente che abbiamo sotto altra forma lo stesso racconto,
      (') Cat. apd Prisc. VII, p. 750 P et apd Charis, I, p. 97 P = orat. 69, JorJ. p. 66.
      (*) Liv. XXVI. 4, 4 sqq. Val. Max. Il, 3, 3; cfr. Front. IV, 7, 29. (') Ad es. Cic. d. r. p. II, 20, 36 c equitatuin ad liane niorein costituii (i. e. Tarq.), qui usque adhuc est retentus „. Ciò è del resto notissimo ai conoscitori delle istituzioni romane. (4) V. s. p. 242.
      (s) Ad es. Cic. d. r. p. II, 20, 35. Liv. I, 35, 6; 47, 7. (*) Tao. tinti. XI, 25. Fkst. s. v. qui patres p. 254 M.


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Storia di Roma
Parte Prima
di Ettore Pais
Carlo Clausen
1898 pagine 629

   

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da: Storia d'Italia dai tempi più antichi alla fine delle guerre puniche




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