Storia di Roma di Ettore Pais

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      GLI AUTORI DELLA LEGGENDA UFFICIALE. NEVIO, FABIO PITTORE. 229
      con quella che fu poi accettata da Livio e Dionisio. (') Il naufragio di pressoché tutta l'annalistica del III e del II secolo ci vieta di dare la desiderata risposta a questioni di questo genere; tuttavia è lecito supporre che almeno rispetto alla v.x*o:; della Città avremmo una soluzione pressoché completa, se l'avara sorte non ci avesse invidiato il poema sulla prima guerra punica del campano Nevio e quella tragedia che egli intitolò da Romolo. (!) Nevio, che riassumeva e rappresentava rispetto a Roma l'incrocio e la duplice efficacia della cultura greca e campana e che si atteneva probabilmente alla narrazione di Timeo, celebrava l'arrivo di Knea a Cartagine e nella Sicilia e faceva menzione di Romolo e di Ainulio. Forse nell'efficacia dei suoi versi va cercata in parte la ragione per cui non riuscì ai Fabi, e molto meno ai Servili, di soffocare i più vecchi racconti e di attribuire alla propria gente l'onore di aver fondato Roma. E si comprende come lo storico della gente Fabia riuscisse almeno a far accettare il racconto, che colui il quale per primo raccolse e nutrì il futuro fondatore della città fu il pastore Faustolo, ossia lo stesso Fauno, il mitico antenato dei Luperci Fabiani. (3)
      tava distintamente il mito di Evandro, è corrotto (ò yi v.oiX'.og) e che si può pensare tanto a Caelius Antipater, quanto ad Acilio, ci toglie un punto di appoggio di qualche valore rispetto a questa questione. Tenuto però conto del fatto che lo cita a proposito delle due versioni distinte (v. s. p. 219, n. 2) pare doversi pensare ad Acilio anziché a Celio (e cos'i giustamente fa il Peter, hist. Tiom. frg. 1». 35), tanto più che, come ho fatto valere altrove, Strabone suole in generale valersi di quei soli scrittori romani che avevano scritto in greco.
      (') Polyb. apd Dion. Hal. i, 32.
      (') Nevio pure aveva composta una tragedia su Esione, ossia, come tutto fa credere, intorno alla donzella troiana, il cui nome era collegato con il mito del siciliano Egesto v. s. p. 163, n. 5. Circa le pretese dei Fabi nati da Ercole e da una ninfa tiberina v. Paul. ep. Fest. p. S7. Sil. It. II, 3; VI, 628 sqq. (cfr. la leggenda di Modio Fabidio. Dìon. Hal. II, 48); su quelle dei Servili v. s. p. 208.
      (3) Sui Luperci Fabiani Paul. ep. Fest. p. 87 M s. v. Faviani. Fest. p. 257 M s. v. [Quintiliani] Pkopekt. V. 1, 26. Ovid. fast. II, 375. Sull'efficacia del racconto di Fabio Pittore intorno a Faustolo rispetto agli annalisti successivi v. Dion. Hal. I, 79.


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Storia di Roma
Parte Prima
di Ettore Pais
Carlo Clausen
1898 pagine 629

   

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da: Storia d'Italia dai tempi più antichi alla fine delle guerre puniche




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