Storia di Roma di Ettore Pais

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      CAP. II. - LE FONDAZIONI DI LAVIKIO, ALBA. ROMA.
      c ad Ardea, più tardi anche a Roma, di Enea, fondatore egli stesso, ovvero padre od avolo, secondo le varie versioni, del fondatore della Città. Più tardi questo gruppo di narrazioni venne coordinato anche dal lato cronologico, accresciuto con la storia dei re albani ed arricchito con vari particolari suggeriti dalla interpretazione di sacri riti e monumenti.
      La leggenda ufficiale, pur mirando ad accumulare e ad unire dati tra loro discordi, opposte notizie, non potè fare a meno nello stesso tempo di procedere per via di eliminazione. Alcune delle versioni da essa rifiutate non meritano l'onore di una particolare discussione; altre ebbero una certa diffusione e sono degne di un rapido esame. Fra le piìi importanti e vetuste va certo enumerata quella clic Latino faceva figlio di Ulisse e Circe. (') Questa versione, che fa capo alla poesia esiodea, non è altro che la localizzazione per parte degli Ioni d'Italia, ossia dei Calcidici, dell'epos omerico, l'iisse venne esteso dovunque i Greci ebbero relazione, in quasi tutta l'Italia e perfino nella lontana Iberia. (-') Nella Penisola ven-
      risulta in modo irrefutabile da un passo di Strabonk, V, p. 230, il quale dopo aver narrato la storia dell'arrivo di Enea, la fondazione di Alba per opera di Ascanio, la nascita dei Gemelli concliiude a0x>j pèv oòv r, jiàXioxx tzcotsoc.usvjj 'I'tójiyjs xx-otg èaxi ed aggiunge immediatamente àXXv? Tipcxipa y.xi
      'Apy.a5iy.yjv Xéyoosa yevéo^ai ivjv àrcoiy.iav 6-' EOàvSpo-j y.xX. Anche nella tradizione di Livio, I, 7, 3, la storia di Kvandro non è fusa, ma inserita nel racconto della xtio'.f; e ciò sta in ragione con l'omissione di Livio della cacciata dei Siculi.
      (') Tale elemento penetrò persino nella leggenda di Enea a Roma, come vedemmo a proposito del culto dei Penati Pion. Hal. XII, fr. 16. Il mitico re Latino era riconnesso con Circe ed Ulisse anche da Ioino, fab. 127. Cfr. Skkv. ad Aen. VII, 47, dove apprendiamo che Igino risolveva le difficoltà cronologiche circa la menzione che di Latino si faceva in vari miti, supponendo che ce ne fossero stati diversi. Circe figura anche nel noto mito del laurente Pico, Serv. ad Aen. VII, 100; cfr. Plut. q. Rom. 21.
      (*) Ulisso ed il suo compagno Politorio o Draconte erano onorati, ad es., a Temesa ed a Laos, v. Stkaij. VI, 253; p. 255 C; occasione a tali localizzazioni fornì certo il gruppo delle vicine Eolidi, dove, come è noto, di buon'ora venne fissato Kolo, l'ospite di Ulisse. Su Ulisse a Cuma v. [Scymn.] 240; cfr. Serv. ad Aen. VI, 107. Di Ulisse noli'Iberia non favoleggiò solo Alsclepiade Mirleano apd Strab. Ili, 149 C., dacché quivi era una città, la quale credeva realmente essere stata fondata da quell'eroe.


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Storia di Roma
Parte Prima
di Ettore Pais
Carlo Clausen
1898 pagine 629

   

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da: Storia d'Italia dai tempi più antichi alla fine delle guerre puniche




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