Storia di Roma di Ettore Pais

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      CAP. II. - LE FONDAZIONI DI LAVIKIO, ALBA. ROMA.
      scorda però notevolmente rispetto ai particolari da quella più antica, che essa riassume e modifica. E nell'età cesariana e nella successiva introduce vari elementi, con il determinato line di glorificare la gente lulia. Mentre secondo Catone il vecchio Ascanio figlio di Enea avrebbe ucciso Mesenzio, le versioni posteriori asserivano che fece pace con il re dei Ceriti. (') Il vecchio annalista asseriva che il fondatore di Alba morì senza prole e ad esso faceva succedere nel regno Silvio, nato da Enea e da Lavinia; la leggenda posteriore inventò un Iulio figlio di primo letto di Ascanio, che privato del trono sarebbe stato in compenso onorato del pontificato massimo. E chiaro, che il falsificatore delle più vetuste leggende ebbe presente il pontificato massimo di Giulio Cesare. (*) Ed è pure evidente, che per glorificare costui al nome di alcuni re albani si sostituì quello di altri re posticci, che sarebbero stati i progenitori di genti con lui imparentate. E molto dubbio, se il re Agrippa sia stato inventato in onore del celebre uomo di stato che divenne genero di Augusto; (s) ma è certo che solo dopo i tempi di Giulio Cesare fuo Cat. apd Serv. IV, 620; VI, 760; IX. 745; cfr. invece Dion. Hal. 1, 65. Orig. qent. Rotn. 15, 5 v. anche Liv. I, 3, 4.
      o Cat. 1. c. Cfr. invece Diol>. VII, 57 sq. Dion. Hal. I, 70. Flst. s. v. Sii vii. p. 340 M. Orig. gent. /•ohi. 17, 4. Intorno a tali incertezze notate anche da Appiano de reg. I, (cfr. Tzetz. hist. V, 21) Livio, I, 3, osserva: " haud ambigam — quis enim rem tam veterem prò certo adfirmet? — lucine fuerit Ascanius an maior quam hic, Creusa inatre Ilio incolumi natus comesque inde paternae fugae, quem lulum eundem lulia gens auctorem nominis sui nuncupat- „. Livio qui, come in tanti altri luoghi della sua opera, non cerca risolvere i quesiti relativi alla più antica storia della città, scusandosi con le difficoltà che si opponevano a raggiungere tale fine. Nel fatto amico delle verità e di Augusto nello stesso tempo evita di discutere una tradizione di cui mostra conoscere l'origine, v. s. p. 91. Della pretesa di Giulio Cesare di discendere da Knea e da Venere parlava già Cic. ad fainil. Vili, 15, 2; Subt, div. luì. 49. Stando però all'orto. gent. Roni. 15, le pretese della gente lulia di discendere da Knea era già nota a Catone il vecchio.
      (') Ciò sospetta il Trieber nella diligente memoria: die Kocnigstafeì von Aìba Longa nell'Hermes, 29 (1894), p. 126 sgg. Il Trieber sospetta pure che dal nome di Calpurnia, la moglie di Cesare, sia stato inventato il re Calpetus; ma i Calpurni credevano di scendere da Calpo figlio di Ninna, Paul. p. 47 M; Plut. Xum. 21, cfr. Horaz. ep. II, 3. Il Trieber pensa pure che Epitus sia stato in-


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Storia di Roma
Parte Prima
di Ettore Pais
Carlo Clausen
1898 pagine 629

   

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da: Storia d'Italia dai tempi più antichi alla fine delle guerre puniche




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