Storia di Roma di Ettore Pais

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      OLI ELEMENTI ELI MI E CAMPANI NEL MITO DI ENEA. 177
      zioni di Anna, la sorella di Bidone, che si sarebbe recata sulle coste della Magna Grecia e che poi sarebbe giunta su quelle latine, parrebbe collegarsi strettamente con le narrazioni divulgate dagli scrittori siciliani di età posteriore. (') Infine non è escluso il sospetto che quello storico siceliota, che primo parlò di Enea ad Erice, abbia accolto tradizioni sorte dopo che questa località e le vicine Segesta ed Eutella erano venute in potere di quei Campani-Mamertini, che tale culto avevano portato seco dalle coste della Campania, ove quel mito era di già stato localizzato da Stesi coro. Ed a favore di quest'ultima ipotesi si potrebbe notare che non mancano tradizioni che il culto di Enea a Lavinio facciano giungere da tale regione. (f) Tuttavia, come già osservammo, le città greche della Campania, in causa dell'invasione sannitica del V secolo, ben presto perdettero gran parte di quella efficacia che avevano anticamente esercitata sul Lazio, e ad esse si sostituirono, sin dal principio di quelin Sardegna i Cartaginesi pare abbiano importati i * Siculenses, „ v. nei miei Studi Storici, III, p. 496 sgg., ed è appena necessario ricordare come Annibale trasferì gli Africani in Spagna e gli Spagnoli in Africa. Polyb. Ili, 33. Potrei citare ancora altri esempi rispetto alla storia cartaginese, ina mi limiterò a ricordare che i Romani, Filippo V di Macedonia, Mitridate Eupatore non fecero diversamente. Tutte queste questioni saranno del resto esaminate con maggior agio in quei volumi di quest'opera che verranno destinati alla storia della Sicilia.
      (') Che il mito di Enea e di Didone sia stato divulgato da Timeo è opinione del Mommskn, roem. Geschichte, P, p. 469, nella quale ci pare ci sia molto di giusto.
      (*) Secondo alcune versioni note ai commentatori di Virgilio, Servio od Aen. Ili, 390; Vili, 43, i Troiani avrebbero perduto nella Campania la troia che si sarebbe poi ritrovata a Lanrolavinio. Potrebbe credersi che qui si serbi una tradizione che indichi come il mito di Enea dalla Campania si propagò nel Lazio. Tuttavia non resta escluso il sospetto che qui ci sia traccia di una tarda tradizione, che mirava a ricongiungere le origini campane con quelle di Roma. Che a ciò si sia mirato nella seconda metà del secolo, cerchiamo di dimostrare oltre, e che il mito di Enea fra i Campani apparisca posteriore a quello di Te-lefo abbiamo già detto sopra. E per ultimo va notato che località, quali Enaria Baie e Caieta che furono almeno da Nevio (v. s. p. 155, n. 2) collegate con il mito di Enea furono del pari congiunte con la leggenda più vetusta di Ulisse. Su Baio v. ad es. Serv. ad Aen. IX, 707. Così Caieta era già stata messa in relazione con una pretesa colonia spartana, Strab. VI, p. 234. Su ciò v. la mia Storia d. Sicilia e d. M. Gr. I, p. 2S5.
      PaIS, Storia tìi Jìotna. Voi. I. 12


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Storia di Roma
Parte Prima
di Ettore Pais
Carlo Clausen
1898 pagine 629

   

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da: Storia d'Italia dai tempi più antichi alla fine delle guerre puniche




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