Storia di Roma di Ettore Pais

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      LE VARIE FORME DEL MITO TROIANO.
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      stirpe veniva trasportata sulle navi degli Achei reduci da Troia. Costei stanca della navigazione e della sorte che l'attendeva nella patria dei vincitori, avrebbe spinto le compagne ad abbruciar le navi. Gli Achei obbligati di prendere sede in codeste località, avrebbero cosi fondato varie città di origine troiana.
      Questo mito che parrebbe sorto per la prima volta fra le città dell'Acuta, che si consideravano fondate dagli eroi achei cantati dall'epos omerico, e che accenna evidentemente a rapporti fra i greci colonizzatori e gli indigeni dell'Italia meridionale, si trova del resto tanto nella Calcidica, dove forse ebbe vita in tempi ancora più antichi, (!) come nella Sicilia (*) e nella Campania, (') e lo noteremo in seguito nel Lazio e nell'Etimia. (4) Nulladimeno anche il mito di Enea parrebbe essere stato celebrato di buon'ora sulle coste della Siritide. (5) Questa duplice forma della leggenda troiana lao Strab. VII, fr. 25 C. Polyaen. VII, 47. Stepii. Byz. s. v. Ixiówj; Con. narr. 13. Questo non è l'unico caso ili somiglianza di miti. In questo stesso luogo Strabone narra che l'antico nome di Pallene, dove era Scione, era Flegra e narra il mito dei giganti, che ritroviamo presso i Calcidici di Cuma e di Nepoalis. Anche il mito dei Cretesi si trova nella Calcidica tracica e nella Sallentina, v. su ciò la mia Storia d. Sicilia e d. M. Grecia, I, p. 350, n. 1.
      (2) Secondo le leggende riferite da Dionisio, I, 52, le navi abbruciate dalle troiane sarebbero state di Enea. Però nelle coste limitrofe dei coloni greci di stirpe rodia e cretese era stato favoleggiato delle navi di Minosse, bruciate dai Sicani sudditi di Cocalo, Diod. IV, 79. Questa forma del mito, con il quale i Sicelioti dorici facevano cominciare la loro storia, non era certo posteriore alle leggende di Enea fra gli Elimi. Tuttavia è notevole che anche iu questa occasione v. Diod. I. c. si faccia menzione di un tempio di Afrodite.
      (3) Oriy. fjent. Rom. 10, 3.
      (4) Per Pisa dell'Etruria v. Serv. ad Aen. X, 179. Che la leggenda delle navi bruciate dalle donne troiane fosse stata localizzata in molti luoghi e fosse perciò priva di fede, notava di già Strabone, VI, p. 2C4 C.
      (5) La prima forma della leggenda di Esione fa capo per Io meno a Timeo v. Sch. Li/co/thr. v. 952 sgg. In luogo di "AxaXXa pare vada letto "EvxsX/.a, che si ha in Serv. ad Aen. V, 73; cfr. V, 30. Tm. apd Plut. Xic. 1 = fr. 104 M. dove evidentemente si allude al mito di Esione v. Apoll. apd Strab. VI, p. 254; 272 C. Dion. Hal. I, 72. Secondo la forma vergiliana della leggenda, prima ancora di Enea e dopo Esione sarebbe giunto fra i Sicani Elimo e questa forma della leggenda era già accolta da Fabio, v. Serv. ad Aen. V. 30: * Fabius Helymum regem in Sicilia genitum Ericis fiat rem fuisse dicit T; frammento questo o non veduto o trascurato dal Peter.


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Storia di Roma
Parte Prima
di Ettore Pais
Carlo Clausen
1898 pagine 629

   

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da: Storia d'Italia dai tempi più antichi alla fine delle guerre puniche




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