Storia di Milano di Pietro Verri

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      queliti gli esempi : cioè che posti (lue colleghi di egual condizione al governo, colui che avrà le passioni più spiegate dovrà soccombere a colui che saprà coprire colla timidezza l'ambizione; siccome ancora accadde dell'impero del mondo fra Ottavio ed Antonio.
      All'ambizione artificiosa del Conte di Virtù erano poche ventuna città suddite. Egli pensava a nulla meno che al regno d'Italia; e i primi sguardi ch'egli gettò, furono dalla parte del Veronese e del Padovano, per estendere sino all'Adriatico il suo Stato. Egli, siccome dissi, possedeva già Crema, Bergamo e Brescia. Antonio della Scala era signore di Verona e di Vicenza. Francesco da Carrara era signore di Padova. Da gran tempo questi due piccoli sovrani avevano delle discordie e si facevano delle reciproche ostilità. Il Conte di Virtù, simulando zelo per la concordia e per il bene di que' due principi, entrò mediatore per accomodare le loro controversie; e mentre 1' una parte e 1' altra stavano facendo le loro proposizioni, il Conte lusingò il Carrarese, signore di Padova, proponendogli un' alleanza in vece del progettato accordo. L'alleanza aveva per fine la distruzione dello Scaligero. Il piano era', che il Carrara lo dovesse attaccare dalla parte di Vicenza, mentre il Conte di Virtù farebbe lo stesso dalla parte di Brescia. L'esito non poteva essere dubbio, poiché Antonio della Scala, posto così di mezzo, non poteva avere scampo. Il frutto era grande; mentre si offeriva a Francesco Carrara di lasciargli Vicenza, e il Conte restava pago di prendere per se Verona. Non poteva essere l'orecchio del Carrarese adescato da una proposizione più seducente di questa, e incautamente la accettò. La passione antica che aveva contro lo Scaligero, lo acciecò a


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Storia di Milano
Tomo Primo
di Pietro Verri
Società Tipogr. de' Classici Italiani
1824 pagine 585

   

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