Storia di Milano di Pietro Verri

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      STORIA DI MILANOgistraturo un uomo virtuoso; ma se pur v'era, queìlo certamente non sarà stato trascelto per formare il processo. Barnabò era uomo feroce, violento, coraggioso, franco, ma non dissimulato, nè capace di tradire e d'insidiare. Egli era nemico d'ogni arte e di ogni scienza; crudele, sanguinario, d'una religione inconseguente, poiché insultando il Papa , oltraggiando i vescovi, calpestando gli ecclesiastici, donava ai conventi generosamente i beni che rapacemente confiscava ai cittadini. Ma il Conte era suo nipote, il Conte era suo genero; giaceva le notti colla sua moglie Caterina Visconti nel tempo in cui ordiva di togliere la sovranità alla di lei famiglia; mentre teneva prigione suo padre, lasciava errare raminghi e bisognosi i di lei fratelli, che pure avevano tanta ragione per succedere nella signoria di Barnabò, quanta ne aveva il Conte per essere succeduto nella signoria a Galeazzo. Di tanti figli che aveva Barnabò, malgrado le potenti e illustri loro aderenze, non ve ne fu più alcuno che potesse comparir nemmeno a disputare la usurpata porzione del padre, trattone Estore, che eragli figlio illegittimo, il quale potò fare ventisette anni dopo un momentaneo contrasto al duca Filippo Maria, come vedremo. La potenza acquistata in un istante dal Conte di Virtù fiaccò l'animo de' suoi sudditi; l'ardimento della sua ambizione, spiegala come un improvviso lampo, unita alla profondissima simulazione, rese attoniti gli altri principi ; giacche gli oggetti più ne sopraffanno, quanto più grandeggiano" annebbiati. I popoli oppressi dal dui 'O e violento giogo sofferto accolsero con allegrezza il cambiamento. La virtù e la giustizia non ebbero parte alcuna in questa rivoluzione, in cui si vide accadere un avvenimento di cui sono fre-


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Storia di Milano
Tomo Primo
di Pietro Verri
Società Tipogr. de' Classici Italiani
1824 pagine 585

   

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