Storia di Milano di Pietro Verri

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      2Q4 STORIA DI MILANOsero sei, i quali dopo sei mesi terminassero il loro ufficio, ed eleggessero altrettanti loro successori (i). Questo modo di eleggere a sorte per necessita si era anco esteso ad altri ufficj (2). Ma queste circospezioni non rimediavano alla povertà del fondo pubblico. Perciò, all' occasione della guerra di Federico II, i nostri antenati ricorsero ad uno spediente che comunemente si crede una invenzione de'tempi a noi più vicini- e lo spediente fu, di - porre in corso della carta in vece del denaro. Abbiamo nel Corio all'anno 1240 i decreti fatti dalla Repubblica per conservare il credito a questa carta. Decreti saggi veramente, co' quali si ordinava che tutte le condanne pecuniarie si potessero pagare al comune di Milano colla carta 5 che nessun creditore privato fosse obbligato a riceverla in pagamento) che nessun debitore potesse essere nemmeno soggetto a sequestro, sì tosto che possedesse tante carte corrispondenti al suo debito. Si doveva pensare adunque a ritirare le carte in giro, sostituendovi egual valore in denaro. Si doveva pensare a costituire alla Repubblica una rendita indefettibile e proporzionata ai bisogni dello Stato. Non v'era altro spediente, se non quello di formare un catastro delle terre, e sopra del loro valore distribuire un carico. A ciò naturalmente si opponevano i ricchi ed i nobili. Su questo insisteva il popolo; e di ciò singolarmente venne commessa la cura al nuovo anziano della Credenza Martino della Torre.
      Per dare una idea delle somme angustie di denaro, nelle quali la uostra Repubblica si trovò in que' tempi, e per comprendere sempre più lo spi-
      (1) Il conte Giulini, lomo VII, pag. l\io. ('2) "Dello., lomo VII, pag. 423,


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Storia di Milano
Tomo Primo
di Pietro Verri
Società Tipogr. de' Classici Italiani
1824 pagine 585

   

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