I misteri di Milano di Alessandro Sauli

Pagina (286/568)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

      —( 210 )—
      il trimestre della tua camera è scaduto da quindici giorni, mi pare.
      — Come le piace.... ma fo osservare alla signora marchesa....
      — Figliuolo mio, dal più al meno., ricchi e poveri, abbiamo
      ¦
      doveri reciproci, cui siamo in obbligo di adempire. Chi vindice che quel po'di danaro che ini dovete, non sia Punico sostentamento d'un' altra famiglia? Vorrei che mi comprendeste. Eppure, mi vi hanno decantato come persona timorata e dabbene, che adempie scrupolosamente agli obblighi di buon cristianoBiagio trasse dal berretto piatto di panno grigio un involtino piegato con cura, e, allungando il braccio rispettosamente:
      — Se vossignoria mi permette....
      — Vediamo.
      La marchesa sciolse P involto, e fece scorrere fra le dita una mezza dozzina di attestati mensili di comunione, somiglianti alle pòlizze di partite saldate. Dopo averli osservati attentamente, e riconosciuta P autenticità della firma, si volse tutta commossa a don Cele-. stino:
      — Com'è confortante il vedere che, di mezzo a tanta sfrenatezza e corruzione eli costumi, il buon grano genuini sempre, e non si lasci soffocare dalla gramigna ! — Biagio , vi confesso ingenuamente
      « Iche, ad onta delle buone informazioni datemi, non ero molto disposta in favor vostro. Ma il nobile e delicato mezzo di cui vi siete valso per farmi ricredere, cancella d' un tratto tutte le mie prevenzioni. Queste carte equivalgono a un attestato di buona condotta. Chi si confessa e comunica mensilmente non può essere che un onest'uomo.
      Il mereiaio trinciò un inchino, pòco modesto in quel punto, poiché poteva scambiarsi con un assenso ; indi biasciò con voce affettatamente nasale:
      — La mi creda, signora, che se non soddisfeci per anco al mio debito, ciò fu per impotenza, e non perchè me ne mancasse la volontà. Il mestiere, cui mi son dedicato più per passione che per lucro, volge sempre più al peggio, e non mi dà che scarsi mezzi di sussistenza. Non c'è più religione, signora marchesa; P indifferenza si è infiltrata nelle masse.... il popolo non crede più; tant'è vero che la settimana passata fu un prodigio se potei dar via due corone e tre scapolari.... Oh la religione d' un' altra volta !.... venti soldi in una settimana 1... Non c'è più fede!... non c'è più guadagno! Ho nn bel piantare la mia botteguccia alle sagre; la gente passa, guarda e fila


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

   

I misteri di Milano
Storia contemporanea (Volume 1)
di Alessandro Sauli
Libreria Francesco Sanvito
1857 pagine 511

   

Pagina (286/568)






Punico Cele- Biagio