I misteri di Milano di Alessandro Sauli

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      — Pregherebbe per 1' anima mia..., r
      — E non altro ? ' , . - •
      «
      — Quanto al da farsi, consulterebbe il suo confessore. —
      — Un consiglio di famigliale una lettera di richiamo, preghiere, minacce.... f .or f ' ? ' " r «
      — Adagiò!... minacce no — conosco Troppo mia madre —• piuttosto, qualche vecchio amico di casa, munito de' suoi pieni poteri....
      — Introdottosi nel giardino d' Armida.... col suo spècchio incantato.... , . * V «
      — Precisamente.../Ma non parliamo di ciò: sgraziatamente miamadre non vi conosce, come.non vi conoscevo io, quando,'un mese
      «
      fa, provavo una specie di maligna .soddisfazione a chiamarvi-zia. La parola «pronunziata in una fèsta di ballo, allorché circondata da mille adoratori, vi inebriavate di adulazioni, a mio parere, era più die un rimprovero, era un' umiliazione.
      La marchesa sorrise con amarezza. -> - 4 ' •
      —- Perdonatemi.... vi ripeto che non vi conoscevo. Ma quanti cambiamenti non sono accaduti in poco più d'un mese!... quanti pregi di cuore, di sentimento, di spirito, che, non che apprezzare, nonimmaginavo neppure...: Ebbene ora.....<
      •— E così? '
      — Non potrei.... I * \ <
      — Che cosa ?...
      r— Chiamarvi zia.... :
      iOrtensia ruppe nel più sonoro scoppia di riso che mai abbia forzato l'adito di due lahbrùcci color di rosa, foggiati solo per il sorriso; e vi rispose subito il lontano abbaiare d'un cane — il che non era molto lusinghiero per la marchesa. ¦ ', '
      Zia e nipote erano giunti davanti a un cancello di ferro, dipintodi color rosso, con lancie dorate, sormontato 5 nel mezzo, da uno
      *
      sQudo gentilizio colla relativa corona baronale. * . % \Ortensia sollevò il battente e lo lasciò ricadere di peso .sovra un bacinetto metallico, che diffondeva una vibrazione abbastanza sonora per esser udita dalle persone poste a custodia della palazzina. - . Un grosso cane, dal pelo fulvo e dagli occhi abbragiati, sbucò incontanente dalla sua cuccia, e sostato un poco a capo, del viale, s'avventò ringhiando contro il cancello. ' . >
      Un vecchio contadino gli venne dietro zoppicando , e facendo tintinnire un grosso mazzo di chiavi, che teneva appese alla cintola, come un secondino.


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I misteri di Milano
Storia contemporanea (Volume 1)
di Alessandro Sauli
Libreria Francesco Sanvito
1857 pagine 511

   

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Armida Qudo