I misteri di Milano di Alessandro Sauli

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      nò di fame, nò di coltello.... A ogni modo, gli era sempre un bravo uomo.... Pace all'anima di Ilampicone!
      Mangiamicche pose fine al suo elogio funebre, allungando il braccio coi bicchiere ricolmo, e levandolo all' altezza del capo.
      — Pace ! ripeterono in coro i vecchi amici del cenciaiuolo.
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      Ma il Patito nò si alzò, nò disse pace all' anima del defunto. Durante il breve racconto di Mangiamicche, il terrore, la ferocia, il ribrezzo eransi alternati sul volto livido e contratto dell' assassino. Di tratto in tratto, il suo occhio bieco e spaurito volge vasi obliquamente verso l'imposta a cristalli, poi aggrottava gP ispidi sopraccigli, comese discutesse fra sè tutte le eventualità d' una fuga.
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      Nel frattempo, i due sopraggiunti si eran detti qualche cosa all' orecchio, e il più vecchio di essi, empitosi fino all' orlo il bicchiere, si alzò, e mosse con passo franco alla volta di Mangiamicche.
      — Capitano, gli disse, se non erro, voi dovreste conoscermi ?...
      L'interrogato lo squadrò da capo a piedi con occhio calmo, e:
      — Niente affatto, rispose.
      — Meglio per voi, capitano.
      — Meglio o peggio, poco importa.... Veniamo alla conclusione.
      — Ecco qui, in due parole ho detto tutto. Tal qual mi vedete, io era amico del povero Rampicone.
      — Il che non ha impedito eh' egli patisse la fame e si conciasse a quel modo.... Amici, come voi, tanto fa averne che non averne, mi pare.
      — Scusate, ma dite una bestialità, capitano.
      •— E sarebbe ?
      — 3Ii spiego. Ho detto amico, e avrei dovuto dir conoscente. Ciò però non toglie che il cenciaiuolo fosse un onest' uomo, e degno dell'amicizia di chicchessia.... Ma il rimprovero che fate a me, io dovrei rivolgerlo a qualcun altro.... Parlo di voi, giovinotto.
      E battè sulla spalla del Patito, il quale si scosse, sbarrò gli occhi ed ebbe appena la forza di balbettare :
      — Di ine ?
      — Sicuro, di voi, amico stretto di Ilampicone.... di voi che sapete quanto me, e forse meglio di me, di che male e morto il povero cenciaiuolo.
      — Non so nulla, io!...
      — Alla prova.
      — Sentiamo.


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I misteri di Milano
Storia contemporanea (Volume 1)
di Alessandro Sauli
Libreria Francesco Sanvito
1857 pagine 511

   

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