Storia popolare di Genova di Mariano Bargellini

Pagina (620/637)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

      596
      STORIADisperando di poter cacciare da Milano Antonio di Leiva, che, quantonqoe mancante di soldati e affatto privo di danaro, a forza di attività e di estorsioni vi si era potnto mantenere, i capitani dei collegati avean risoluto di separarsi soDlecitati da Cesare Fregoso il quale vedeva con dispetto l'umiliazione della sua famiglia nel nuovo riordinamento della Repubblica. Il conte di San Polo era ritornato all'antico progetto di ritentare Genova. Lasciali perciò i Veneziani, si era messo in marcia per colorire questo disegno, ma assalito a Landriano, piccola borgata sull'Olona distante 12 miglia da Milano, fu rotto completamente (21 giugno 4529) da Antonio di Leiva, cbe sorpresi i Francesi mentre passavano il fiume agevolmente gli sbaragliò. Il San Polo stesso con i più ragguardevoli capitani dell'esercito e rimase prigioniero; gli avanzali ai disastro, senza pensare altrimenti a riordinarsi in Piemonte, fuggitivi e sparpagliati rientrarono in patria, lasciando l'Italia totalmente spoglia d'armi francesi. Quest'ultimo rovescio fini di decidere il monarca francese alla pace. Quella tra Carlo V e papa Clemente era successa il 20 giugno in Barcellona ; questa tra Francesco e l'imperatore fu conclusa il 5 di agosto in Cambrai per mezzo di un trattato ventilato tra Luigia di Savoia e Margherita d'Austria onde fu detto delle dame. In questo trattato Francesco I, comportandosi nello stesso modo usato per l'innanzi, abbandonava tutti i suoi amici d'Italia, i Fiorentini in special modo che da sessanta anni avevan difesi con tanto attaccamento gli interessi della corona di Francia, e che si vedevano ora in compenso abbandonati senza riparo all'ambizione di un papa e all'onnipotenza [di un imperatore. Infatti, dopo la rinuncia fatta dal re alle sue pretensioni sul regno di Napoli, sul ducato di Milano e la Repubblica di Genova, tutta la Penisola restava in balia di Carlo V. Questi intanto per dare più acconcia esecuzione a ciò che era stato stipulato a Barcellona si decideva a passare in Italia.
      Imbarcatosi nel porto summentovato sopra trenta galere condottegli dal-l'ammiraglio supremo Andrea Doria, giunse l'imperatore in Genova il agosto con novemila fanti e mille cavalli destinati a sottomettere Firenze. Fu accolto l'imperiale ospite con ogni sorta di onori e di festeggiamenti: il senato e la nobiltà fecero a gara in mostrarglisi grati e reverenti; Andrea Doria ottenne a larga mano da Cario tutte quelle carezze e quei favori cbe i principi sogliono accordare a chi gli ha ben servili, e mollo più a coloro da cui si aspellano futuri servigi. 11 30 di agosto l'imperatore partiva da
     
      GoogI e


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

   

Storia popolare di Genova
dalla sua origine sino ai nostri tempi (Volume Primo)
di Mariano Bargellini
Enrico Monti Genova
1856 pagine 607

   

Pagina (620/637)






Milano Antonio Leiva Dlecitati Cesare Fregoso Repubblica San Polo Genova Veneziani Landriano Olona Milano Antonio Leiva Francesi San Polo Piemonte Italia Carlo V Clemente Barcellona Francesco Cambrai Luigia Savoia Margherita Austria Francesco I Italia Fiorentini Francia Napoli Milano Repubblica Genova Penisola Carlo V Barcellona Italia Andrea Doria Genova Firenze Andrea Doria Cario