Storia popolare di Genova di Mariano Bargellini

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      STORIASotto colore di giustificare i successi (jii Genova, ma veramente per esplorarne le disposizioni, fu mandato Ottaviano Sayli a Francesco Borbone Copte
      di San Polo phq allora pra sempre col campo sotto ,payift. Il capitano frau-,
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      cese però eb'je V accortezza di dis^iipujlar^ (il suo ^sentimento e cercava con lusinghiere parola di, iutr^Uppere l'ambiciatore genovese; pia qu^ dubitando di quel che era, ed ayepdp fondate „ ragipjii. di credere , cbe il San Polo lo volesse ritenere conj,e. ostaggio,.di, nqtte tempo fuggi dal cpiflpp, e ritornò a Genova. ., ¦ ktQui si facevano tut^i i preparatevi necessari percorre il C^tel^lty ai,f incesi e.a Teodoro Trivulzio, avanti, phe que^i potes^ ric£y§r$j soccorsi
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      instantemente domandava all' esercitjO in Lombardia. ,In(.cil^ ^^pl^ffóctft piuttosto che mancare sovrabbondavano: sommavano lenforzejr^la^;^i ottomila uomini; le milizie raccogliticcegioito.più. . floflostanfe,.selabori tezza fosse stata provvista, a (Jovejre,, P impjre^,;sarebbe riuscita lungaje#. fìcile, attesa la forte posizione, le mura dqppiee muuUi&sjDpe^i^efi fergl^ e profondi che difendevano la cittadella. Ma U Trivulzi^ copie, tutti,gli,alici; capitani di Francia, nella buona fortuna era stalo imprendente, onflfl il ty-stelletto si trovava sprovvisto a un tempo di. vettovaglie e di solda^ \vw* Unica speranza al governatore regio erano gli ^iu^ti richiesti al, Pqk^ Infatti questi, espugnata Pavia, lasciato il <$mpo,;aiyeAtj$etJ# dj seyflgilgfo; con cento lancie e duemila fanti si, mise in marcia alla volta c)QUa Liguria e giunse ai primi di ottobre in, Gavi,, ove cpn altre genti, Stfiwgrp .Jtafttoi! sche cavate d'Alessandria veniva a raggiungerlo \\ Mpntftjan. Filippino I>oria,ri udito l'avvicinarsi del San Polo, prendeva tulli i proyvedijnenti necessari a «ir der vani i disegni di questo. Per metlere al coperto la città dalle scorrerie della guarnigione di Castelletto, faceva scavare un largo fosso, intorno aDaJorteoa,
      e lungo esso disponeva, di buone guardie. Incontro alle genti,(del SanPolfhi
      Afuron mandate due compagnie di fanti, affinchè senza attaccarlo di frputoj
      10 tribolassero su i fianchi e ne ritardassero il cammino più che fosse pof-sibile. Sinibaldo Fieschi era stato preposto a questa spedizione. Altrav§pà& con difficoltà i monti a cagione delle strade state rotte dai paesani,, spfPti
      11 San Polo col suo piccolo esercito, che per i rinforzi ricevuti ascenda Juquattro mila fanti, nella, valle di Pojcevera, e pose il canapo al mpnastflp.
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      della Chiappelta distante tre o quattro miglia da Genova. Di là .piaftdpjjfciaraldo ad intimare la resa
     


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Storia popolare di Genova
dalla sua origine sino ai nostri tempi (Volume Primo)
di Mariano Bargellini
Enrico Monti Genova
1856 pagine 607

   

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