Storia popolare di Genova di Mariano Bargellini

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      558 STORIAsidiava la terra, uscito fuori arditamente, assaltò i tanti del Moncada, e li ruppe, quasi senza combattere, cosi completamente, che il generale stesso Ugo e quasi tutti i di lui capitani rimasero prigionieri.
      Se dopo questa vittoria, tanto la flotta cbe k genti di terra, non lasciando tempo ai nemici di riaversi, si fossero avanzate su Gopova, forse gli Adorni non avrebbero potuto far resistenza, ma pressanti ordii»; arrivati dal campo francese di Lombardia, ove il re Francesco assediava Pavia, Nobbligarono H marchese di Saluzzo a partirsi dalla riviera col fiore delle genti* ed il Doria, dopo essersi presentato avanti al porto, si dovè contentare 4'aver fatto paura agli Adorni, senza poter procedere più oltre.
      La notizia di una rotta, toccata dal re e quella della di lui prigionia, diffusasi in Liguria sul finire di febbraio, faceva sì cbe il Doria abbandonasse Genova, ed i Francesi sgombrassero celeremente Savona e tutti gli altri luoghi occupati nelle riviere.
      Infatti, il re, essendosi ostinato a voler pigliar Pavia con una forte guarnigione davanti, ed ai fianchi P esercito imperiale comandato dal marchese di Pescara, e composto in gran parte di fanti spagnuoli e tedeschi (il fiore delle milizie di quei tempi), era venuto alle mani con esso nel parco di Mi-rabello. Ottomila soldati con moltissimi capitani e signori principali di Francia perirono in quella disgraziata giornata; molti altri col re stesso rimasero prigionieri.
      Tutto era perduto, secondochè scriveva a Luigia di Savoia sna madre Francesco I il quale, credendosi la nazione, stimava la Francia prigioniera con se. 11 trattalo di Madrid, segnato in appresso da lui, con Fin-tenzione di violarlo tostochè avesse ricevuto la libertà, non fu molto valida prova che V onore fosse salvo.
      La perdita della battaglia di Pavia stava nonostante per riuscire più fatale all'Italia cbe alla Francia. Infatti, quel che fino ad ora aveva salvato alla prima un avanzo di indipendenza, era stata la lotta fra i due monarchi che se ne disputavano il possesso. Questa lotta, indebolendo le due parti, e costringendo ciascuna ad aver ricorso agli aiuti dei diversi stati italiani, avea fatto si che questi fossero trattati con più riguardo, e reso probabile F attuazione di un progetto vagheggiato principalmente dal papato, di cacciare i barbari d' Italia. Però il papato ligio sempre ad una politica ri-stretta ed interessata, e pronto ognora a collegarsi col più forte ed a
     
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Storia popolare di Genova
dalla sua origine sino ai nostri tempi (Volume Primo)
di Mariano Bargellini
Enrico Monti Genova
1856 pagine 607

   

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