Storia popolare di Genova di Mariano Bargellini

Pagina (573/637)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

      di genova 549
      setolo e sulle alture di Promontorio. 11 Pescara, per non dar tempo a quelli di dentro di riaversi dal timore ed indurli più facilmente alla resa, piantate le artiglierie, cominciò subito a batter le mura, mentre scriveva una lettera ad Ottaviano, intimandogli, o che si arrendesse tosto, o che altrimentiavrebbe abbandonata la città al saccheggio.
      La piazza non era pertanto sprovvista da non potere opporre una lunga resistenza. Le truppe poste sotto le armi tostochè si seppe l'avvicinarsi dei nemici, compresa la guarnigione francese, sommavano a seimila uomini; inoltre si sperava che presto sarebbero giunti gli aiuti che venivano di Francia; imperocché Francesco, appena ebbe avviso del pericolo che minacciava la Liguria, avea ordinato a Claudio di Longueville di passar le Alpi, e questi con quattrocento uomini d' armi c seimila fanti era già sceso in Piemonte ; di più, Pietro Navarro, lo stesso giorno dell' attacco, era arrivato nel porlo con due galere provenzali e dugento fanti.
      Nonostante, Ottaviano Fregoso, conoscendo il grave pericolo che minacciava la patria, uè volendo pigliare tutta sopra di sé la responsabilità degli eventi che potevano succedere, radunò il consiglio degli anziani, e comunicata loro la lettera, gli richiese di manifestare liberamente il loro parere. In quanto ad esso scordarsi in quel momento della sua autorità di vicario regio; cittadino, volere consultare con cittadini sulla salute della patria comune; ove credessero più vantaggioso e con meno pericolo il rendersi, lo facessero ; che se poi fossero disposti a resistere, soldato lo conoscevano, ed egli sarebbe comparso fra i primi colle armi in pugno alla difesa della patria.
      Queste franche e generose parole del Fregoso erano più alte a dare una più alla idea della lealtà del suo carattere, che ad infondere una risoluzionequalunque negli animi dubbii del consiglio. Pericoloso sembrava il rendersi
      »
      a soldati indolii principalmente dalle speranze e dalle promesse di saccheggio a varcare gli Appennini ; più pericoloso il resistere. Esitavano pertanto, nè sapevano appigliarsi ad alcun risoluto partilo.
      Non era cosi dei Fregosi più ardenti, e specialmente di Federigo arcivescovo. Coslui più soldato che sacerdote, ed oltre di ciò cupidissimo di conservare il potere nella sua famiglia, non voleva intender parola di accordo, ed andava dicendo, esser disposto piuttosto a morire che consentire al vituperio della patria ed alla infamia dei suoi.
      Intanto che in Genova si agitavano questi consigli ed i magistrali rima-
     


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

   

Storia popolare di Genova
dalla sua origine sino ai nostri tempi (Volume Primo)
di Mariano Bargellini
Enrico Monti Genova
1856 pagine 607

   

Pagina (573/637)






Promontorio Pescara Ottaviano Francia Francesco Liguria Claudio Longueville Alpi Piemonte Pietro Navarro Ottaviano Fregoso Fregoso Appennini Fregosi Federigo Genova Fregoso