Storia popolare di Genova di Mariano Bargellini

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      le guardie, introdusse in città nuovi soldati, e richiamò di Lombardia la compagnia di uomini d' arme delta quale aveva il comando. Poco dopo, P arrivo di un Brigantino che all' altura di capo Corso si era imbattuto nella flotta di Girolamo Adorno ed a fatica era sfuggito alla caccia, cambiò i sospetti del Fregoso in certezza e lo fece raddoppiare di diligenza nei preparativi di difesa. Infatti il giorno appresso comparve in vista della città la squadra nemica.
      Girolamo si presentò primieramente davanti al porto; ma vistolo ben di-feso, sbarcò poche genti in Carignano, e poco dopo, conoscendo di non poter fare, solo, alcun frutto, andò ad occupare Chiavari, dove fu raggiunto da Antoniotto Adorno con i cinquecento fanti. Di là faceva quindi vela un'altra volta verso Genova, e trapassatala, si avanzò sino a Sestri di Ponente dove cominciò a sbarcar le genti dirimpetto la badia di S. Andrea. Ottaviano che avea attentamente esplorati i movimenti dei suoi avversari, faceva subito avanzare verso Sestri la compagnia degli uomini d'arme con sufficiente numero di fanti, il che costrinse P Adorno a ritirare i suoi sulla flotta e navigare nuovamente a Chiavari dove la spedizione rinunciò per allora all' impresa. La squadra infatti si ridusse un altra volta a Napoli, ed i fanti in numero quasi di tremila, varcarono gli Appennini, ed andarono a ricongiungersi all' esercito dei collegati che militava su quel di Parma sotto gli ordini di Prospero Colonna.
      La ritirata dei suoi nemici non aveva però illuso Ottaviano Fregoso sul pericolo che lo minacciava : conoscendo che la fortuna dei Francesi era iu declinazione in Italia e che Francesco primo attendeva più a divertirsi che a mandare soccorsi ai suoi pericolanti eserciti di Lombardia, vedeva il bisogno di premunirsi contro una nuova aggressione, componendo per quanto era possibile gli animi faziosi dei cittadini e ristringendoli tutti intorno a sè alla difesa della patria.
      Ad ottenere questo scopo, diè l'incarico ad un Magistrato composto di persone autorevoli ed imparziali di riformare le leggi e gli statuti della Repubblica, affinchè d'ora innanzi gli impieghi e tutte le dignità pubbliche fossero ripartite imparzialmente fra ogni classe di cittadini, non avendo riguardo nè alle fazioni nè alle opinioni di ciascun cittadino, ma soltanto al merito individuale.
      Questi progetti di Ottaviano, quanto erano grati a coloro che amavano spassionatamente la patria, altrettanto dispiacevano alla fazione allora do-
     
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Storia popolare di Genova
dalla sua origine sino ai nostri tempi (Volume Primo)
di Mariano Bargellini
Enrico Monti Genova
1856 pagine 607

   

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