Storia popolare di Genova di Mariano Bargellini

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      accomodate nelle caverne naturali degli scogli, rovesciare i sovrapposti baluardi della fortezza. Bla Y esito, come avea preveduto Ottaviano, non coronò il tentativo ; perchè avanti che il pontone avesse raggiunta la meta fu sfondato e colato a fondo dalle artiglierie nemiche, onde fu forza ritornare al blocco.
      Nonostante, i Fieschi e gli Adorni non aveano rinunciato alla speranza di riaver Genova. Calati da Montobbio con cinquecento pedoni e settanta cavalli assoldati a loro spese, occuparono Chiavari e Portofino, e dopo avere respinto Niccolò Doria, mandato loro incontro, si avanzarono fino in Bisagno ; ma vedendo la città tranquilla ed il doge guardingo ed armato, dopo dieci giorni levarono il campo quasi fuggendo e lasciandosi dietro gran parte delle artiglierie.
      Allora l'assedio della Lanterna fu ripreso (1514) con nuovo vigore. Furono aggiunte altre navi alla squadra di blocco, cresciuto di fanti e di cavalli l'esercito di terra. Finalmente, cominciando il presidio a difettare delle cose più necessarie, né essendovi speranza che per allora ne venissero di Francia, dove si attendeva a respingere una invasione degli Inglesi, si intavolarono delle trattative, e la fortesea promise di arrendersi, purehè fossero pagati ai soldati ventiduemila scudi di paghe, se non fosse stata soccorsa avanti il 26 marzo. Non arrivando gli aiuti, la guarnigione tenne i patti, ed il giorno dopo Ottaviano ordinò che quel tremendo baluardo della tirannide straniera fosse raso dalle fondamenta. Il popolo che ama sempre le cose che hanno una forte apparenza di utilità ed inclina a tutto ciò che colpisce i sensi e V immaginazione, applaudi maravigliosamente a questo atto del Fregoso , e postosi fervorosamente all' opera, distrusse in pochi giorni un edi-ftzio che era costato parecchi mesi di lavoro.
      Non da tutti però fu veduta con la stessa soddiftfaziooe la distruzione della Briglia ; i parenti di Ottaviano ne lo rimproverarono aspramente dopo, come innanzi invano si erano affaticati per distoglierlo. Imperocché, dicevano essi, se l'esperienza di più d' un secolo dimostrava l'impossibilità di conservare T indipendenza e la libertà della Repubblica con tante fazioni interne e tanti nemici esterni, esser meglio il profittare per sé dei mezzi atti ad assicurar loro un principato che ad ogni modo altri alla prima occasione si sarebbero tolto senza alcuno scrupolo. Sennonché allora parve meglio ad Ottaviano il foBdare l'autorità sul favore, che sulla forza, e l'esser tenuto piuttosto mal accorto politico che malvagio cittadino, e la Briglia fu distraila.
     
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Storia popolare di Genova
dalla sua origine sino ai nostri tempi (Volume Primo)
di Mariano Bargellini
Enrico Monti Genova
1856 pagine 607

   

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