Storia popolare di Genova di Mariano Bargellini

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      tore lasciato dal re, era successo (1508) Rodolfo di Lannoy, uomo probo, di severi costumi, e molto adatto a far dimenticare su quei principi! la servitù con la giustizia.
      Nonostante il governo del Lannoy non durò lungo tempo: mentre egli era tutto intento a ristabilire il rispetto delle leggi, quasi affatto rovinato per le conturbazioni trascorsei uscivano fuori i Savonesi, chiedendo i medesimi privilegi stali accordati dal re ai cittadini di Genova: giacche servire si doveva, volevano farlo a parità di condizioni. Il Lannoy, non trovandosi molto disposto a soddisfare queste nuove esigenze dei Savonesi, nè d'altronde potendo soffrire pazientemente tutti gli intrighi e le piccole brighe suscitate da questa vertenza, e stanco dal rigermogliare continuo dei semi-faziosi ehe compressi da un lato trovavano modo di ripullulare in mille forme, chiese la sua dimissione, e gli fu sostituito Francesco di Rochechuarl» uomo crudele, improbo, vizioso e tutto il rovescio del suo predecessore. Rispetto ai grandi avvenimenti che succedevano in Italia, Genova non vi pigliava quasi alcuna parte; solo, i desiderosi di scuotere il giogo guardavano ansiosamente il vario alternare della fortuna e la sanguinosa ferocia delle battaglie.
      La perfidia di Luigi XII il quale mentre accarezzava i Veneziani cercava la loro rovina, avea ottenuto il suo scopo. Nella lega conclusa a Cambrai (dicembre 1508) tutti i principi più potenti dell' Europa, Massimiliano d'Aostria, Ferdinando di Spagna, Luigi di Francia, papa Giulio II, il duca di Ferrara ed il marchese di Mantova, si eran accordati ad assalire i Veneziani, spogliarli di tutti i loro possedimenti di terra ferma, e ripigliarsi ciascuno ciò a cui pretendeva per nuovi od antichi diritti. Nonostante, i Vene-ziani, assaliti air improvvista dagli eserciti di Francia e dalle armi spirituali e temporali del pontefice, non si eran perduti di coraggio, ma avean dato il grande spettacolo di una sola repubblica, di un piccolo slato resistente alle forze congiurate di tutti i principi d'Europa. Neil' istesso tempo un' altra repubblica più piccola ma non meno generosa era ridotta agli estremi. Abbandonata da tutti e messa alle strette dai Fiorentini (1509), implorava Pisa Y aiuto dei Genovesi. Non impediva il re che gli aiuti fossero mandati, ma voleva che fossero sottili, tanto da tirare in lungo affinchè potesse vendere la sua protetta a miglior prezzo.
      Pertanto si spedivano da Genova due navi e due galeoni carichi di viveri per introdurli in Pisa ; ma a cagione della stretta guardia fatta dai Fieren-
     


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Storia popolare di Genova
dalla sua origine sino ai nostri tempi (Volume Primo)
di Mariano Bargellini
Enrico Monti Genova
1856 pagine 607

   

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