Storia popolare di Genova di Mariano Bargellini

Pagina (512/637)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

      499 STORIArione di non prestare 1* opera dei Genovesi alla lega, ove ad essi noo fosse prima stata restitnita Pietrasanta; e i malumori sarebbero forse proceduti più innanzi di quello che si poteva prevedere, se gli Adorni con Fautorità e con le minaccio non avessero fatta rivocare la presa deliberazione, proibendo fino di parlare di questo argomento. Lodovico Sforza tutto intento ai suoi progetti ambiziosi, noo poneva mente per allora a questo alienarglisi degli animi genovesi.
      Dopo avere eccitati i Veneziani ad assumere la protezione di Pisa, avea preso ombra dell' ardore con cui i primi si erano accinti a questa impresa, e della benevolenza con cui erano accolti dai Pisani. Di più, la soverchiale potenza dei Veneziani gli faceva paura; e poiché colla partenza di Carlo Vili, gli era parso che gli fosse venuto meno quel primato in Italia a cui pretendeva, pensò di doverlo riacquistare con l'insegnare ad altri stranieri la strada della penisola. Chiamato da lui, con molte promesse, poche genti e meno danari, Massimiliano imperatore di Germania traversava le Alpi. Scopo della sua venuta era, al suo dire, e del Moro la riunione d'Italia, sconvolta dalla invasione francese, onde condurla a combattere gli infedeli ! Intanto, perchè l'imperiale ospite non mancasse di qualche occupazione, fu deciso che andrebbe a soccorrere Pisa contro i Fiorentini, ì soli fidi alleati che rimanessero allora in Italia ai Francesi. A quest'oggetto, Massimiliano, di Lombardia venne a Genova ove fu accollo eoo tutte quelle dimostrazioni d'onore che si sogliono praticare in simili circostanze. Imbarcati mille fanti Tedeschi sopra sei galere veneziane, e le artiglierie che occorrevano per l'impresa sopra alquante navi genovesi, imperocché fosse intendimento dell' imperatore di assaltare Livorno, si dirigeva verso le coste della Toscana. Ma dopo avere per qualche tempo battuta inutilmente la piazza e la sua fiotta essendo stata dispersa da una burrasca < 14 Novembre 1400) Massimiliano ritornò celeremente in Germania, lasciando in Italia poca buona opinione della sua fermezza e dei suoi talenti militari.
      D'altra parte, Carle Vili pareva che si volesse destare finalmente dal lungo sonno, e rivofgesse con desiderio gli occhi alle sue perdute conquiste. Mandava pertanto in Asti mille lance con seimila fanti tra Svizzeri e Guasconi a Gian Iacopo Trivulzio, con F ordine di fare un tentativo su Genova. È vero che il re avea concluso a Vercelli una pace con Lodovico nella quale gli garantiva il possesso della Liguria, ma non si credeva inLaOOQie


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

   

Storia popolare di Genova
dalla sua origine sino ai nostri tempi (Volume Primo)
di Mariano Bargellini
Enrico Monti Genova
1856 pagine 607

   

Pagina (512/637)






Genovesi Pietrasanta Adorni Fautorità Sforza Veneziani Pisa Pisani Veneziani Carlo Vili Italia Massimiliano Germania Alpi Moro Italia Pisa Fiorentini Italia Francesi Massimiliano Lombardia Genova Tedeschi Livorno Toscana Novembre Massimiliano Germania Italia Carle Vili Asti Svizzeri Guasconi Gian Iacopo Trivulzio Genova Vercelli Lodovico Liguria OOQie Lodovico Veneziani