Storia popolare di Genova di Mariano Bargellini

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      Don Federigo soprappreso dair improvviso avvicinarsi di una flotta tanto superiore alla sua per numero e per abbondanza di artiglierie, senza neppure avere il tempo di ritirare i suoi da Rapallo, fu costretto a pigliare il largo ed a lasciare libero il golfo al Duca d' Orleans che con mille svizzeri veniva sulla flotta capitano di tutta F impresa.
      I Napoletani e gli esuli genovesi che in numero di mille obbedivano ad Ibleto Fieschi, trovandosi in una cosi critica posizione, circondati come erano da ogni banda da nemici, non si erano persi di coraggio, ma con palizzate ed altre opere provvisorie si erano fortificati in modo da poter far testa al primo impeto dei nemici e specialmente alla cavalleria.
      Alla radice dei monti che sovrastano a Rapallo, si stende un piccolo piano fiancheggiato da un torrente su cui traversava allora un ponte. In questo piano si eran fermate le schiere venute per terra, imperocché i capitani avessero deciso di rimettere Y attacco al giorno venturo, ma la gara di distinguersi che esisteva tra la guardia dogale ed i soldati lombardi, fece che la battaglia ebbe luogo quell'istesso giorno 8 settembre 4494. Perchè ciascuna delle bande sforzandosi quanto più poteva di accostarsi alla terra per essere la prima ad attaccare nel giorno venturo ne risultò che i Napoletani credendo che i nemici volessero dar dentro in quello stesso giorno, saltati fuori dei ripari incominciarono il combattimento. Dall' altra parte, il Duca d'Orleans, sbarcate le milizie svizzere che *
      erano sulle navi, si era accostato quanto più poteva alla terra fulminandola con l'artiglierie.
      I soldati di Napoli, quantunque privi dei soccorsi della flotta amica, ed attaccati così da tutte le parti, combatterono nonostante francamente. Gli Svizzeri stessi furono obbligali a ceder terreno: ma dall'altro lato dove combattevano i Lombardi ed i Genovesi, gli Aragonesi furono respinti, ed obbligati a ripassare il ponte che venne in mano dei loro nemici. In questo critico momento si spargeva la voce che Gian Luigi Fieschi si avanzava dalla parte dei monti con una forte schiera di paesani. Allora con la speranza venne meno il coraggio: gli occupatori di Rapallo confidando nella presenza di Ibleto che avendo molto seguito per il paese all' intorno avrebbe potuto salvarli, si sbandarono, mettendosi in fuga nella direzione delle montagne. Ma non ritrovarono l'accoglienza che si aspettavano: molti di essi ragginoti dalla cavalleria nemica, avanti che si fossero potuti inselvare fu-
     
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Storia popolare di Genova
dalla sua origine sino ai nostri tempi (Volume Primo)
di Mariano Bargellini
Enrico Monti Genova
1856 pagine 607

   

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