Storia popolare di Genova di Mariano Bargellini

Pagina (491/637)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

      DI ORNOTA 471
      In fatti accettate le esibizioni dell' Italiano, per mezzo di Guglielmo Bri-scionnet di mercante divenuto ministro delle finanze, e del siniscalco Bel-cario, amendue allora oracoli della corte di Francia perchè lusingatori dei capricci del re, fu concluso con gli ambasciatori di Lodovico un trattalo segreto col quale questi si obbligava ad accordare il passo per i suoi stati all' esercito francese, a fornirgli cinquecento uomini d'arme a proprie spese, a dare in prestito al ré dugen(o mila ducati all'atto della sua partenza, e permettergli di armare in Genova quante navi gli bisognassero per il servizio e la condotta della guerra, In compenso il re si obbligava a difendere il ducato dì Milano e 1' autorità di Ludovico, a lasciare in Asti ducgento lancie francesi alla difesa degli Sforza, ed a dare al Moro quando la conquista del regno fosse compiuta, il principato di Taranto.
      Intanto che in Francia si stava apparecchiando l'esercito che dovea valicare le Alpi, in Genova per soddisfare ad una delle condizioni del trattato, per ordine di Ludovico e con i danari che in grande abbondanza furono spediti di Lombardia, si diè mano ad armare una flotta, consistente in quattro navi grosse, trenta galere, diciasette galeoni, ventisei saettie, novantaseibarche, e dodici navi da carico capaci per cinquecento cavalli, fra le quali
      «
      una grandissima bastevole per se sola a portarne cento. I Beali di Napoli su cui andava a scattenarsi tutta questa tempesta non mancavan di provvedere a tutti i mezzi onde trovarvi riparo,
      Ferdinando di Napoli si alTalticava per ristringere una alleanza fra i principi italiani. Essendo ancora segreto o incerto il trattato fra il Moro e Carlo VIH, mandava primieramente Cammillo Pandone a quest'ultima, per vedere di poterlo piegare a termini di un accordo onorevole. Trovato Carlo inesorabile a questo- riguardo e fisso nelle sue idee di conquista, si volgeva a Lodovico con la speranza di poterlo rimuovere dalla alleanza di Francia col rappresentargli i pericoli comuni nella invasione che sopprastava. Senza trascurare i preparativi di difesa egli era in procinto di portarsi a questo oggetto a Genova onde abboccarsi con Lodovico, quando fu sorpreso dalla morte il 25 Gennaio 1494. Fortunato! che non si vide espulso da quel trono su cui avea regnato inumanamente pel corso di 36 anni, ne fu spettatore di tante vergogne, e della rovina della sua casa.'11 giorno stesso Alfonso duca di Calabria suo figlio era acclamato re di Napoli. Alfonso, non più stimato in Italia ne meno odiato dai sudditi, non avea maggior probabilità di poter difendere il regno.
      LjOOQie


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

   

Storia popolare di Genova
dalla sua origine sino ai nostri tempi (Volume Primo)
di Mariano Bargellini
Enrico Monti Genova
1856 pagine 607

   

Pagina (491/637)






Italiano Guglielmo Bri-scionnet Bel-cario Francia Lodovico Genova Milano Ludovico Asti Sforza Moro Taranto Francia Alpi Genova Ludovico Lombardia Beali Napoli Napoli Talticava Moro Carlo VIH Cammillo Pandone Carlo Lodovico Francia Genova Lodovico Gennaio Alfonso Calabria Napoli Italia OOQie Essendo Alfonso