Storia popolare di Genova di Mariano Bargellini

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      di molli feudi e castelli negli appennini della riviera orientale. Costui essendosi per 1' avanti assai esercitato nelle cose di mare, si era invano adoperato di esser nominato ammiraglio in qualcuna delle diverse spedizioni marittime che erano state mandate in soccorso delle pericolanti cose di Napoli. Rimasto deluso nelle sue speranze, ed accagionandone l'animadver-sione del Doge contro di lui, andava lamentandosi che ornai tutte le cariche più importanti si affidassero ai popolani, e che ai nobili fossero rimasti soltanto gli aggravi senz' alcun altro compenso nella Repubblica.
      Vedendo ora che il gridare non faceva frutto, e prevalendosi del nuovo malcontento insorto contro il Doge, usci il Fieschi di città e messa insieme ne' suoi feudi una scelta banda di vassalli, si apparecchiava ad assalire Genova. Essendo molli a parte di questi maneggi, non fu difficile al Doge il risaperli; ma poiché fu trascorso assai spazio di tempo ed ancora non si era manifestata alcuna novità, Tommaso credendo che fosse uno dei soliti rumori senza fondamento, non se ne pigliava pensiero quanto avrebbe dovuto. Frattanto le notizie assumevano ogni dì più un carattere minaccioso; dicevasi che il Fieschi raccolte le genti ed un naviglio sufficiente a Camogli, non aspettava che un vento favorevole per effettuare i suoi disegni; si aggiungeva che i congiurati avrebbero cercato d'introdursi dalla parte orientale, dove presso la Chiesa antichissima dei SS. Nazario e Celso, la Ciltà è priva di mura, per essersi giudicata, la riva altissima tagliata quasi a precipizio, sufficiente riparo, Finalmente Tommaso mosso dalla ripetizione incessante di questi rumori, prese ti partilo di mandare un corpo di soldati, i quali vigilassero continuamente al sito indicalo.
      Era la notte dei 18 Decembre 1442, la stagione freddissima; spirava un forte vento da ponente; le guardie incaricate di vegliare sulle rupi di S. Nazario, vinte dal freddo, e considerando che il vento essendo contrario a chi venisse dal lato di levante, per quella notte poteano star sicuri, si erano ritirati ciascuno alle loro case. Quando il vento cangiatosi improvvisamente, si mise a tramontana, ed il Fieschi, che si teneva pronto, imbarcate le genti a Camogli sopra piccole barche, viaggiando celeremente giunse alla Scogliera di S. Nazario, ed arrampiccandosi co' suoi luogo il precipizio tagliato a scaglioni, eotrò in Città senza ostacolo.
      I Cittadini furono risvegliati dalle grida Viva il popolo, ed i principali fra essi radunatisi nella Chiesa delle Vigne, mandarono al Doge, pregan-
     


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Storia popolare di Genova
dalla sua origine sino ai nostri tempi (Volume Primo)
di Mariano Bargellini
Enrico Monti Genova
1856 pagine 607

   

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