Storia popolare di Genova di Mariano Bargellini

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      344 STORIAyare cotesta magistratura. Radunatisi i primarii cittadini in S. Siro, eleggevano doge Isnardo Guarco, nipote di quel Niccolò, che nei tempi difficilissimi della guerra di Chioggia avea retto seriamente la Repubblica. Essendo Isnardo di gravi costumi, e di età oltre i 70 anni, ebbe tutti i voti favorevoli, imperocché i cittadini quieti contassero sulla temperanza, gli ambiziosi sulla vecchiezza di lui. Durò il dogato del Guarco sette giorni. Tommaso Fregoso, che, dopo la cacciata dei Visconti, era tornato in città, e avea tosto dato opera a raggranellare il sno antico partito, occupò il palazzo con una mano dei suoi più fidi armati, e convocato il consiglio, fu eletto in luogo d'Isnardo.
      Nè i rovesci, nè gli anni avean domo l'irrequieto spirito di quest'uomo ambizioso. Appena ricevuto il potere, strìnge una lega di dieci anni coi Veneziani e coi Fiorentini, ottiene che quest'ultimi gli mandino truppe dalla Toscana, ricupera Lerici, Portovenere, Voltaggio, ed affretta la partenza di Renato di Lorena dalla Provenza pel Regno, promettendo di aggiungere sette navi alla flotta, che dovea condurlo a Napoli.
      Un inopinato complotto minacciava ora di rovesciarlo nuovamente dal seggio ducale. Lo stesso suo giovine fratello Battista Fregoso, istigato dainemici di Tommaso, adescato da' raggiri di Filippo Visconti, che disperando
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      della forza si era volto alla via più sicura delle dissensioni civili, profittava del tempo in cui Tommaso assisteva nel duomo ad un rendimento di grazie pel di lui innalzamento al potere, assaliva ad armata mano il palazzo e si faceva nominar doge. A Tommaso (1437) udita la cosa, non fu difficile il superare i rivoltosi ed impadronirsi del fratello, ma, quel che è raro, usando umanamente del suo trionfo, rispondeva a quelli che gli consigliavano il rigore, amar più vivere in un eremo che regnare le mani bruttate di sangue domestico; e perdonato a Battista gli conferiva il comando della squadra che dovea scortare Renato nel Regno. Così dirittamente stimava il Fregoso potersi solo vincere coi benefizii coloro ai quali l'autorità non è freno.
      Renato abbandonata la Provenza giunse a Genova e di lì ingrossata la sua squadra fino a 12 galere, veleggiò verso Napoli dov'era aspettato dalla sua parte con grande ansietà. Giacché (1438) essendo Gaeta per un colpo di mano caduta in potere di D. Pietro, ed Alfonso tenendo la campagna alla testa di un esercito assai forte, messo insieme dopo il suo ritorno da
     


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Storia popolare di Genova
dalla sua origine sino ai nostri tempi (Volume Primo)
di Mariano Bargellini
Enrico Monti Genova
1856 pagine 607

   

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