Storia popolare di Genova di Mariano Bargellini

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      274 STORIAvenisse nn altro governatore. Rinaldo d'Olivar, giunto in questo mentre, in qualità di luogotenente del governatore, dopo aver tentato di dividere l'autorità col Franchi, dovè ritirarsi. Il Franchi stesso veniva seco, dopo deposto d3gli otto cittadini di Balia. Contemporaneamente a questi mutamenti civili, dentro e fuori le ruberie, gli ammazzamenti, le violenze d'ogni genere non mancarono. Vi abbisognava una mano di ferro che, riconoscendo i disgregati elementi della repubblica, schiacciasse tutto ciò che vi era di maligno, e ponesse freno ai disordini. A tuttociò provvide, oltre il bisogno, la militare severità del nuovo governatore di Francia.
      Giovanni Lemaingre, maresciallo di Noucicault, distinto per molte imprese militari contro i mori, i turchi ed i ribelli di Francia (1401) entrava in città, accompagnato da mille fanti e altrettanti uomini d'arme, in qualità di governatore della repubblica, e di luogotenente del re per gli affari di Lombardia. Ogni classe di cittadini desiosa di pace lo accolse con vive dimostrazioni di allegrezza. I primi atti del Bucicaldo, come lo chiamavano gli italiani, dimostravano a tutti come egli intendeva di fare da senno. Volle che tutte le fortezze ricevessero presidio francese. Battista Boccanegra e Battista de' Franchi furono arrestati, e, come rei di lesa maestà, poiché avessero usurpato il luogo del suo governatore, condannati a morte. Ad un'ora di notte furono condotti sulla piazza per essere giustiziati, e non volendo il Boccanegra porre la testa sul ceppo, gli fu schiacciata con un colpo, e poi recisa. L'atto crudele e la resistenza del Boccanegra suscitarono allora fra i circostanti un qualche tumulto, il popolo gridava viva il re, gli esecutori, temendo di peggio, stavano sbalorditi. Il Franchi colse il tempo, e visto che gli si faceva mala guardia, svignò prima in qualche luogo amico, poi fuor di città; però il governatore non ci volle scapitare, e, irritato della fuga del Franchi, fece decapitare in sua vece colui a cui era stato dato in custodia.
      Questa terribile esecuzione non mancò di produrre effetti corrispondenti, in un popolo sciolto da ogni freno per le discordie passate, e non avvezzo a simili rigori. I Guelfi ed i nobili, vedendo in ciò l'abbassamento del partito contrario, se ne rallegrarono, i Ghibellini e i popolari rimasero muti di terrore. Approfittò il Bucicaldo di questi sentimenti, rafforzando con nuovi atti la sua autorità, e cercando di estenderla ed assicurarla (1402). Un popolare Ghibellino, che dimentico del nuovo ordine di cose, volle introdurre a forza un priore in un monastero, fu impiccato senza altra forma. Affine di poter
     


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Storia popolare di Genova
dalla sua origine sino ai nostri tempi (Volume Primo)
di Mariano Bargellini
Enrico Monti Genova
1856 pagine 607

   

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