Storia popolare di Genova di Mariano Bargellini

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      222 STORIAuna banda di Corsi e di paesani assoldata dal Montaldo. Mentre da questo lato i collegati davano il guasto agli abitati, alle ville e alle terre circostanti, Aronne Spinola si portava nel medesimo modo in Val di Folce vera, con altre masnade dei Visconti a piedi e a cavallo delle quali era capitano.
      11 perìcolo stringeva, tanto più che la città era mal fornita e molti cittadini avversi; onde il Doge per evitare che non seguisse di peggio, richiese d' un accordo i capitani dei Visconti. Dopo lunghi maneggi fa concluso che l'Adorno rimanesse al Dogato, la Repubblica pagasse annualmente quattro mila fiorini d'oro ai signori di Milano, mandasse quattrocento balestrieri ad ogni lor richiesta, i fuorusciti fossero reintegrati, ecoetto il Montaldo che dovea star bandito per altri due anni. Ad onta di questo trattato, seguitarono i Fieschi e gli Spinola a scorrere e saccheggiare con le loro bande, siccome quelli i quali non eran conienti di ripatriare soltanto, ma desideravano di aver parte al governo che rimaneva sempre in mano dei popolani, — neir interno le nuove tasse a cui il Doge era costretto per lo esaurimento delle finanze e per far fronte al tributo da pagarsi ai Visconti, crescevano il numero de' malcontenti. Laonde, come avviene che il popolo è più proclive ad accagionare delle sue sofferenze i governi che le circostanze che le producono, l'autorità dell'Adorno né era divenuta odiosa, nò mancarono quelli che sotto colore , di proteggere la plebe usarono la irritazione di questa ai loro disegni ambiziosi.
      Dopo la «istituzione del Dogato, erano stati creati due vicari con l'incarico di sorvegliare la pubblica salute e gli interessi del popolo, come prima era ufficio degli Abbati. (1370) Essendo il malumore giunto al suo colmo, i due vicari Guglielmo Erminio e Domenico Fregoso, convocata ciascuno la popolazione dei proprio quartiere, il primo nella chiesa delle Vigne, l'altro in S. Siro, dopo avere declamato contro le incomportabili gravezze, e infiammata contro il Doge la plebe, che già lo era di per sè bastantemente, accozzatisi insieme con le loro comitive, si presentarono inaspettatamente al palazzo. L'Adorno, che ignaro della cosa, non avea fatto alcun provvedimento per resistere, fe' prova col suonare la campana del comune di far raccolta di difensori, ma nessuno essendo accorso, e già i rivoltosi avendo appiccato il fuoco alle porte, si arrese, e Domenico Fregoso, caporione di tutto l'intrigo, fu proclamato Doge. Molti cittadini non partecipi del tumulto, protestarono sul principio di non voler riconoscerne l'autorità come creata
     


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Storia popolare di Genova
dalla sua origine sino ai nostri tempi (Volume Primo)
di Mariano Bargellini
Enrico Monti Genova
1856 pagine 607

   

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