Storia popolare di Genova di Mariano Bargellini

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      DI GENOVA 347
      repubblica, seppe per mezzo delle quattro navi scampale la sorte dell'altre, che riunite alle prime, altre cinque, che allora per sorte si trovava ad avere in Scio, ordinò a Filippo Doria di prendere il comando di tutte, e di recare un qualche danno ai nemici. Il Doria, indirizzatosi verso l'Eubea, giunse a Caristo donde erano partiti i Veneziani, e sbarcate le genti, ottenne la città per forza. Grandissima fu la preda fatta in Caristo; ventitré gentiluomini veneziani furono condotti prigionieri a Scio, sopra le porte (fella quale furono appese, come monumento della vittoria, le chiavi della città sottomessa.
      Mentre queste cose succedevano a Negro ponte, trentaquattro galere veneziane comandate da Nicolò Pisani, profittando della lontananza di grosse squadre nemiche dall'Arcipelago, si erano avvicinate, non vedute, a Pera. Sbarcò il Pisani di nottetempo le sue genti a terra; entrò tacitamente nel sobborgo, e Catti prigionieri o uccisi i primi che gli occorsero, già correvano pericolo i Genovesi di perdere quella fiorente colonia, senonchè al primo tumulto destatisi gli abitanti, non perduti d'animo pel subito caso, accorsero armati e seminudi incontro all' inaspettato nemico. Si combattè una battaglia ferocissima attraverso le strade rischiarate dall' incerto chiarore delle faci; finalmente i Veneziani furono ricacciati dai coloni sempre più numerosi, e costretti a ritrarsi alle navi. Compensarono i primi con una utile lega gli svantaggi ricevuti combattendo. L'ambasciatore Dolfm mandato da) senato sulla flotta del Pisani per vedere di tirare all'alleanza di Venezia il Cantacuzeno, che non vi era se non che troppo disposto, riuscì nei suoi maneggi, e l'imperatore, quantunque poco avanti si fosse impegnato con l'ambasciatore di Genova di rimaner neutrale, presi a pretesto di violata neutralità alcuni sassi lanciati, non si sa se a bello studio o a caso, nel mezzo di Costantinopoli dalle petriere del colle di Pera, rotti i primi patti, dichiarò la guerra ai Genovesi. Era intenzione dei collegati di dare un as-salto generale tanto dalla parte di terra che da quella di mare al sobborgo di Pera ed espugnarlo avanti che la flptta genovese, la quale già era noto che stavasi apparecchiando, giungesse nell' Arcipelago.
      Formavano la flotta cinquantadue navi, trentaquattro veneziane e diciotto greche, munitissime di macchine e di legni usati nell'assalto delle città marittime, fra i quali si distinguevano tre grosse caracche turrite e guarnite di tre ordini di ponti mobili. Dalla parte di terra si avanzavano le troppe
     


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Storia popolare di Genova
dalla sua origine sino ai nostri tempi (Volume Primo)
di Mariano Bargellini
Enrico Monti Genova
1856 pagine 607

   

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