Storia popolare di Genova di Mariano Bargellini

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      134 STORIAnavi da guerra, le quali dovendo essere necessariamente svelte e leggere per obbedire velocemente alle manovre d'una battaglia, aveano assunto, onde servissero ad un doppio uso, le forme larghe e pesanti della marina commerciante; rinnovato il tributo, caduto in disuso, di galere e di marinari per l'armamento delle flotte, imposto ai sudditi delle riviere; ristabilito r antico magistrato della credenza composto di quindici savii, e incaricalo delle tasse e dei dazii.
      Erano per la lunga pace le galere da guerra del Comune ridotte a dodici, onde fu ordinato se ne costruissero altre cinquanta, mentre se ne mandarono quattro in aiuto di Bonifacio contro il giudice di Cinarca, che fu obbligato a levare l'assedio (1287). Spedirono i Pisani a soccorso dei loro una flotta di ventotto galere, le quali poi si accrebbero fino a cinquan-tatrè. Unitosi a queste il giudice di Arborea, si volsero contro Alghero, ultima terra posseduta in Sardegna dai Genovesi, e l'ebbero a patti. Tommaso Spinola, uscito con trentaquattro legni per ostare a questo tentativo, poiché ebbe conosciute le forze dei nemici essere troppo maggiori delle sue, approdò alla Pianosa, ne rovinò le torri, vi fece centocinquanta prigioni, e dopo aver sostenuto con parte della flotta nemica uno scontro nel quale prese e colò al fondo alquante navi, con novecento prigioni e ventottomila marchi d' argento di preda ritornò a Genova, dove si armavano celeremente le cinquanta galere già costrutte.
      Corrado Doria, nominato ammiraglio di questa flotta montata da ciurme vestite sfarzosamente e cupide di combattere, partiva in cerca dei nemici. Presa a forza la Veronica, torre in vicinanza di Porto Pisano, raggiunse i Pisani a Piombino, i quali rifugiatisi nel porto di Falesia e fortificatisi, furono ivi bloccati dalla flotta genovese. Comparivano in vista in questo mentre quindici navi pisane, che, nulla sapendo dei nemici, si sforzavano di raggiungere i suoi. Corrado, lasciato il resto della flotta alla guardia del porto, si volgeva con trentatrè galere contro le sopravvenute : quattro ne prese, le altre arrenarono sulla costa. A quelle bloccate nel porto venne in soccorso la fortuna, perchè un vento tempestoso spingeva i Genovesi fino a Portovenere, e le galere nemiche, profittando dell'occasione, ebbero campo di rifugiarsi in Porto Pisano.
      Usciti nuovamente con settantaquattro galere, vantavano i Pisani di volersi accostare a Genova, tanto da potervi lanciar dentro pietre fasciate di
     


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Storia popolare di Genova
dalla sua origine sino ai nostri tempi (Volume Primo)
di Mariano Bargellini
Enrico Monti Genova
1856 pagine 607

   

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