Storia popolare di Genova di Mariano Bargellini

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      108 STORIAsuo viaggio. In Genova la memoria dei servigi resi, e il pensiero di avere un pontefice cosi potente a concittadino, facevano l'esultanza e il tripudio grandissimi (1251). Seguitato da' cardinali, accompagnato dal podestà e dagli altri magistrati, e circondato da una folla immensa plaudente che era mossa a riscontrarlo, Innocenzo traversò la città ornata festosamente d' arazzi, e si rese al palazzo arcivescovile, dove ricevè le congratulazioni dei deputati di tutte le città italiane, che si affrettavano ad offrire incensi al nuovo idolo. Avanti di partire avea tentato di comporre le eterne inimicizie con Pisa; ma non appena si fu indirizzato verso la Lombardia, ove l'attendevano nuove ovazioni, che fu stretta contro la prima una lega fra Firenze, Lucca e la repubblica; imperocché la vittoria della loro parte non fosse valevole a cancellare nell' animo dei più la memoria della sconfitta del Giglio.
      Primi a rompere la guerra furono i Fiorentini, i quali, ottenuta una brillante vittoria sull'Era, piccolo fiume in Toscana che divideva i territorii delle due parti nemiche, costrinsero i Pisani a dimandar la pace a quelle condizioni che sarebbe parso dettare al vincitore. Consentendovi i Genovesi e i Lucchesi , le condizioni furono queste. Fossero resi ai primi i castelli di Lerice e di Trebbiano, ai secondi le terre tolte, ai Fiorentini fosse ceduto il castello di Ripafratta e permesso di rovinare quello di Pontedera (1254). Ai Pisani, passato il primo timore, sembrando troppo gravi le condizioni imposte, ricusarono di eseguirle; onde i tre alleati si ristrinsero vieppiù insieme per ottenere con la forza quello che non si poteva con pacifiche trattative. Il Consiglio della repubblica donava ai Lucchesi lo stendardo di S. Giorgio, solito a precedere in guerra le armate genovesi, e s'impegnava ad andare con tutte le forze contro i Pisani, ad ogni richiesta dei Fiorentini e dei Lucchesi. Si accamparono questi ultimi sotto il castello di Ripafratta, ove ben presto ebbero a fronte l'esercito pisano, che, attesa un'occasione favorevole, in cui i Lucchesi facean mala guardia, li ruppe. Ma disordinatisi i vincitori nel calore dell'inseguire, furono alla lor volta assaltati e rotti dai Fiorentini così pienamente, che questi avrebbero con poca difficoltà presa Pisa, se vi fossero corsi sopra difilati.
      Per cooperare agli alleati si erano volti i Genovesi con P esercito di terra e con ottanta navi all' assedio di Lerice. Udita la rotta dei Pisani ed infiammati d'emulazione, andarono all'assalto con tanto impeto, che otten-
     


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Storia popolare di Genova
dalla sua origine sino ai nostri tempi (Volume Primo)
di Mariano Bargellini
Enrico Monti Genova
1856 pagine 607

   

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