Storia popolare di Genova di Mariano Bargellini

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      DI GENOVA ' 99
      e signori, per un malvagio istinto che hanno gli uomini di profittare delle sventure altrui, e specialmente de' forti caduti. Giunto ad Ovada, vantavasi l'Ebulis di voler costruire un ridotto sulla punta di monte di Faro. 11 Pallavicino con un' altra accozzaglia di gente di ogni paese si avanzava di Li> nigiana ; Ansaldo stava pronto con P armata a Voltri. Ma tanto rumore non produsse effetti corrispondenti. 11 podestà, congregata la milizia delle compagnie, marciò sopra Ovada, ove era il maggiore sforzo degli inimici, e assaltato PEbulis e rottolo, prese due bandiere; gli altri, udito il caso, si dissiparono. Le castella e le terre che aveano profittato di queste disgraziate circostanze per ribellarsi nuovamente, furono in quest'anno (1244) e nei successivi ridotte all'ubbidienza. Ansaldo De Mari, disperato di fare alcun frutto, si era ritirato a Pisa, dove ingrossava l'armata con altre navi mandategli dall' imperatore e molte preparate dai Pisani. Cosi rinforzato, mosse di nuovo verso la Liguria; die' il guasto ai contorni di Porto-venere, ed attaccò Levanto che fu difesa valorosamente dai terrazzani. Conosciuto in Genova P accostarsi degli imperiali, Corrado di Concessio podestà convocò il popolo nella chiesa di S. Lorenzo, e dimostrato in quanto pericolo era la patria, confortò i cittadini a seguitare nella gloriosa difesa delle loro libertà, e a ricacciare i nemici con ogni estremo sforzo.
      Furono poste in ordine ottantatrè galere con grande moltitudine di galeazze; F armata fece bellissima mostra di sè in S. Pier d' Arena, ove fu passata in rivista dal podestà, essendo spettatrice sulla riva una immensa moltitudine di popolo che lieta e fiduciosa applaudiva. Si diressero lungo la riviera di Levante, ove il Pallavicino con P esercito di terra e Ansaldo con la flotta attendevano a recare i maggiori danni possibili. Ma neppure questa volta P immenso desiderio di combattere e di vendicarsi fu soddisfatto. La flotta nemica, quantunque superiore di numero, appena vide le prore genovesi, volta in fuga disordinata, si ritrasse verso Pisa. Donde Ansaldo, spiccatosi con la metà della flotta, volendo tentare se la fortuna gli si sarebbe mostrata più favorevole sulla riviera di Ponente di quel che l'avea sperimentata in Levante, veleggiò verso Savona con lo scopo di tutelare la rivolta delle terre ribellate, ed incoraggiare quelle che oscillavano per timore. V' accorse subito con le ottanta galere il podestà, ed assediò nel porto di Savona il nemico, il quale, accostate le sue navi al lido e munito P ingresso del porlo con palizzate, impediva di essere assaltato. Fi-
     


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Storia popolare di Genova
dalla sua origine sino ai nostri tempi (Volume Primo)
di Mariano Bargellini
Enrico Monti Genova
1856 pagine 607

   

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