Storia popolare di Genova di Mariano Bargellini

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      60 STORIAGerusalemme conquistate, Antiochia, Tripoli e Tiro soltanto restarono in mano dei Cristiani.
      I popoli d'Occidente, distratti da varie cure, fra le quali la lotta fra il papa, T imperatore e i municipii, tennero non piccola parte, non avevano fino ad ora posta attenzione alla rovina che minacciava le cose di Palestina. Alla nuova degli ultimi fatti, Urbano III mori di dolore; Gregorio Vili si die' con tutta P energia dei suoi predecessori a promuovere una nuova crociata. Conoscendo di quanta necessità era alla buona riuscita dell' impresa, la cooperazione delle repubbliche marittime italiane, fece per mezzo del Cardinale di Santa Cecilia, suo legato, raffermare solennemente la pace stabilita antecedentemente fra Genova e Pisa per opera di Federigo. Contemporaneamente altri cardinali, accompagnati da ambasciatori genovesi, percorrevano le diverse corti d'Europa, invitando i principi a comporre le loro discordie ed a portarsi in Palestina.
      Giurarono di marciarvi personalmente i tre sovrani più potenti d'Europa, Federigo imperatore, e i due re di Francia e d'Inghilterra; il primo per la via di terra, attraversando la Grecia e l'Asia minore; i secondi per mare sulle navi proprie e delle tre repubbliche marittime italiane. I Genovesi furono i primi ad ottenere qualche successo : una loro nave scontratasi in una galera, mandata con doni da Saladino all' imperatore di Costantinopoli, la prese. Poi, imbarcando sulle navi Corrado Marchese di Monferrato, il quale con molti Italiani accorreva in Palestina per liberare lo zio rimasto prigione degli infedeli a Tiberiade, erano cagione della salvezza di Tiro, che stretta d'assedio da Saladino non avrebbe potuto difendersi senza la presenza di Corrado (1189) e de' suoi. Intanto un'altra flotta genovese con sopraccarico di fanti e di cavalieri, veleggiando alla volta d'Oriente, unitasi nell'Arcipelago a quella di Venezia e di Pisa, approdava in Siria, dove i soldati italiani, unitisi ai novemila condotti dal re di Gerusalemme, ponevano P assedio alla città d'Acri.
      II sito forte per natura, e Saladino, il quale con l'esercito tribolava di continuo gli assedianti, rendevano P espugnazione diffìcile. Assegnato a ciascun popolo il suo posto, toccò ai Genovesi la guardia del porto, mentre fu loro affidata la costruzione di una delle tre torri di legno che doveano servire per assaltare la città, sapendoli abilissimi in questo genere di costruzione, per esservisi distinti nel precedente assedio di Gerusalemme. Ad
     


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Storia popolare di Genova
dalla sua origine sino ai nostri tempi (Volume Primo)
di Mariano Bargellini
Enrico Monti Genova
1856 pagine 607

   

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