Storia popolare di Genova di Mariano Bargellini

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      DI GENOVA
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      io un angolo dell' Italia, e chiusa intorno da monti di diffìcile accesso, poco
      0 nulla risentiva del novello dominio, governandosi con le proprie leggi e riconoscendo più di nome che di fatto i Signori dell' Italia. Ma la fortuna non doveva esserle sempre cosi propizia ; e poiché le vittorie dei Greci guidati da Belisario ebbero fiaccata la potenza dei Goti, i Franchi alla lor volta con Teodoberto, rotti i Greci sulla Scrivia, attraversato 1' Appennino, si calarono su Genova, ricca per i nuovi e gli antichi commerci, e per la quiete goduta tanto tempo, su Genova durata intatta da mano nemica per 744 anni dall' ingiuria di Magone, e saccheggiatala vi menarono quei guasti che poterono maggiori. Però ad onta dei danni sofferti, P indole operosa e l'attività dei commerci fecero risorgere ben presto in fiore la desolata città, e la vittoria di Narsete sui Franchi, onde P Italia veniva di nuovo in mano dei Greci, 1' avrebbe assicurata per lungo tempo da altre sventure, se gli intrighi di corte e l'ingratitudine con cui furono pagati i trionfi di Narsete non avessero provocato quest' ultimo a chiamare nuovi invasori sulle desolate contrade, che era suo dovere difendere.
      I Longobardi, uno fra i popoli i più forti e meglio ordinati di quanti fino ad ora erano calati in Italia, lusingati dalle promesse di Narsete, abbandonarono la Ungheria che avevano occupata, preceduti dal terrore della crudeltà di Alboino loro re. In Genova si rifugiarono Onorato Arcivescovo, e i più ricchi cittadini di Milano, alia fama della venuta dei nuovi barbari,
      1 quali, impadronitisi del paese a cui dettero il nome, ne assoggettarono a dura servitù gii abitanti, si divisero le città e le Provincie fra quanti eran capi nell' esercito, e vi fondarono quei sistema di governo che fu chiamato feudalismo : sistema contro cui lottarono lunga pezza con varia fortuna le repubbliche che in seguito sorsero, e che dopo tanti anni di inutili sforzi, appena la progrediente cultura dell'Europa è riuscita ad abbattere nel secolo passato.
      I Longobardi, impegnati in lunghe lotte coi Franchi e coi Greci, nemici suscitatigli continuamente dal timore dei Papi, non avevano potuto estendere gran fatto in Italia la loro potenza, e le popolazioni liguri furono loro totalmente sconosciute, finché Rotaris quinto dei loro re, varcati gli Appennini , guastò il territorio e saccheggiò le città della Liguria (670) e Genova stessa, la quale, come più ricca e prosperosa delle altre, dovea maggiormente lusingare 1' avidità del vincitore. Sazii d'incendii e di rapine, i Lon-


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Storia popolare di Genova
dalla sua origine sino ai nostri tempi (Volume Primo)
di Mariano Bargellini
Enrico Monti Genova
1856 pagine 607

   

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