Storia della Repubblica di Genova di Carlo Varese

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      338 STORIA DI GENOVA
      1241 avesse preso il viaggio , tornavano in Genova per meditare pių proficue fazioni.
      Ma il Da Mare era genovese: vogliam dire che alla molta perizia delle cose marinaresche univa la sagacia e la sottigliezza della nazione. Avea egli lasciato un legnetto sottile a tener d'occhio la flotta ligure, nč sė tosto fu a sua notizia aver essa riguadagnato il porto di Genova, che tornava in quelle acque, assaliva la rocca dell' isola eh' era dinanzi ad Albenga stessa, la pigliava a Lanfranco Bocca che n' era Castellano, e la rovinava dalle fondamenta. Gettavasi poi sulla terra di Cervo, ma non con eguale fortuna, perchč i terrazzani, soccorsi a tempo da quei di Diano, e da un pizzico di Genovesi, lo ributtarono e gli pigliarono una galea che avea dato in secco.
      Non appena udiva Genova di queste insidie, tornava a dar vento alla flotta ; e il Da Mare tornava a slontanarsi, sempre avvisando alle sorprese. Seguitavamo i Genovesi, ma il furbo Ansaldo che non voleva venirne a battaglia ordinata, scampava un' altra volta col favor della notte alle ricerche dei nemici; poi, visto ch'ei volgevano per a Noli, correva dritto su Genova, confidando che per la partenza di sė poderoso navilio su cui era il miglior nerbo delle schiere, un improvviso gagliardo assalto gli avrebbe forse dato in mano la cittā: e di poco falliva non gli tornassero fecondi i disegni, giacche a propulsare i virili attacchi di lui, fu d'uopo usassero i cittadini rimasti a guardia l'ultimo sforzo.


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Storia della Repubblica di Genova
Dalla sua origine sino al 1814 (Tomo Primo)
di Carlo Varese
Tipogr. D'Yves Gravier
1835 pagine 423

   

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