Storia della Repubblica di Genova di Carlo Varese

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      240 storia di genovai20i-i203 loro alle mani , contesa che dovea essere di qualche importanza, perchè richiedeva la presenza del Po-desta stesso che vi si recava a rappattumargli : ma forse egli v' andava per condurre quel pizzico di gente degli Arociesi a divozione della Repubblica còme faceva: del che tornava egli lieto, senonchè vedea le sue gioje turbate in Savona dove, invitato a sentenziare d' un debito privato, condannava al carcere il debitore per cui sdegnavasi gravemente un nipote di lui, e pagava intanto ammazzando un sergente del Podestà medesimo. Usava il Giu-fredotto con severità: spianava le case dell'uccisore e d' alcuni compagni di lui, e condannava la città in denari. Adoperava poi nel modo stesso con quei di Taggia e di Ceriana, alcuni dei quali aveano pure confidato alle coltella i loro dritti. Gran ragione era a quei tempi il coltello, e durava assai, chè pur troppo la vedremo in progresso ancor più valida, senonchè, a parer mio, potrà dirsi più meritevole di scusa, se scusa è, quando sarà l'u-nica che rimarrà alla plebe ed al debole per tener in freno la tracotanza del nobile e del potente. Fin qui, era più spesso 1' arma delle fazioni, e per conseguente più biasimevole ; e poiché dicemmo di fazioni, noteremo come i Della Volta e i Da Corte, i Doria e i Porcelli, i Leccavela e i Cassici, non cessassero dallo straziarsi con sacrileghe guerre: sacrileghe tutte le guerre, ma più le civili, e per ambizioni private. Vuoisi che il Giufredotto gli riconducesse a tregua se non ad intero componimento;


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Storia della Repubblica di Genova
Dalla sua origine sino al 1814 (Tomo Primo)
di Carlo Varese
Tipogr. D'Yves Gravier
1835 pagine 423

   

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