Storia della Repubblica di Genova di Carlo Varese

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      libro terzo. a35
      d' apparati da guerra ; e il Doria cadeva nelle mani 1195-1197 dei Pisani. Ma ostinati duravano nelle difese gli assediati, e durarono tinche una flotta di diciasetlc galee condotta da Ansaldo Guaraco, altro assessore del Podestà comparve nelle acque di Corsica: allo scorgere tanto sforzo, i Pisani che non erano in istato di opporvisi, stendavano, e riparavano alla vicina Sardegna donde tornavano poco dopo con diciannove galee. Allora il conflitto s'impegnò con rabbia sì, ma senza notevoli danni, pure più notevoli per Genova che per Pisa.
      Ora, tornando d'un passo addietro, diremo di quel Drudo Marcellini di cui narrammo le gesta al di fuori. Avea egli recato all' uffizio di Podestà cui era stato chiamato in Genova un animo non minore dell' uopo. Uomo valoroso e sollecito, di consiglio, d'incorrotta innocenza, di rigida severità, e pieno il petto di una facondia e d'una copia di dire più che mezzane. Com' egli usasse negli affari della guerra, già lo vedemmo: nè con manco di senno adoprava nel reggimento delle cose civili. Rivestito appena il potere supremo, mostrò al Senato e al popolo come fosse poco decoroso che i cittadini venissero per sospetto esclusi dalle più alte faccende dello stato; e prevalendosi di quella eloquenza in che era maestro, persuadeva e l'uno e 1" altro a cavar dal seno d' entrambi un Consiglio di otto aggiunti che nominavansi assessori del Podestà. Volgeasi poi a antivenire le discordie, ed a soffocare in erba i mali semi che cosi facilmente


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Storia della Repubblica di Genova
Dalla sua origine sino al 1814 (Tomo Primo)
di Carlo Varese
Tipogr. D'Yves Gravier
1835 pagine 423

   

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