Storia della Repubblica di Genova di Carlo Varese

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      SOMMARIO.
      Perché i nobili potenti avvisano a (arci tiranni della patria, i Genoveii risolvono di chiamare nn Podestà forestiero. Fulcone di Castello, patrizio torbido e Inquieto, oppostosi invano con qnei della sna fazione a qnesto parlilo, ammazza in pien consiglio Lanfranco Pevere console. Ardite provvidente del novello Podestà contro i malcontenti che non pertanto riescono a ricoudur Genova all'antica forma di reggimento. La morte dell'Imperatore, del Papa, e del Re di Sicilia, fa cambiar faccia alle cose d'Italia. Il novello Pontefice vuol metter la mano sulla Sicilia, ma i Baroni del regno vi chiamano Tancredi bastardo del Re Ruggieri, per cui il Papa leva dal chiostro Costanza , figliuola legittima di quel Re, e l'offre io moglie ad Arrigo, assegnandogli in dote l'isola con che se I' acquisti e si riconosca feudatario della Chiesa. Arrigo chiama ai soccorsi Genova, e le promette in ricambio Siracusa. I Genovesi vanno con poderoso navilio. Acquistano Gaeta e Napoli; poi si fan sotto Messina, e in quelle acque veitgnno alle mani coi Pisani. Tutta l'isola in divozione dell' Imperatore, il quale rimunera gli ausiliarii negaudo loro i pattuiti premii, e privandogli degli antichi privilegi. Pisa insolentisce contro Genova: tre cittadini armano a proprie spese, e corrono alle vendette. Le due rivali tornano ad accapigliarsi in Sardegna. Genova si sottomette un' altra volta al Podestà, per cui ripullulano nel suo seno le fazipni. Morte d'Arrigo. Pisa s'impossessa di Siracusa, e Genova corre a ripigliarsela: fomenta per via del Conte di Malta i mali umori di Candia , venduta ai Veneziani : Venezia sorge a frenar quelle ambizioni, ma le cose per allora uon trascorrono. Il Papa, perchè medila una novella crociata, mette pace tra Genova e Pisa, e tra Genova e Venezia. Vintimiglia dà su per levarsi dalla soggezione della Repubblica. Genova va per ridurla e la riduce dopo ostinati contrasti e molle crudeltà. Contese coli'Arcivescovo. Novello inviluppo di guerre coi vicini , fomentati principalmente dall' Imperatore Federico II. Al-benga e Savona scuotono un'altra volta il giogo, e si richiamano per la giustizia a Cesare. La Repubblica manda a dir le sue ragioni a Cesare pe' suoi ambasciatori, alle città ribellate per un giusto esercito che le dice efficacemente. Le prepotenze dei nobili si fanno più manifeste, ma il popolo l<; frena. Il Conte di Provenza toglie Nizza alla Repubblica. Providenze di Cesare avverse ai traffichi di Genova per antipatia ai Podestà Milanesi. Un duello e alcune insurrezioni. I Biscaglini insidiano ai Genovesi il commercio di Ceuta, sotto pretesto di toglier quella città agl'infedeli. Genova vola ai soccorsi: libera il Re dei Mori, che si libera poi di lei coi mali fatti. Novelle velleità di Vintimiglia , d' Albenga e di Savona.


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Storia della Repubblica di Genova
Dalla sua origine sino al 1814 (Tomo Primo)
di Carlo Varese
Tipogr. D'Yves Gravier
1835 pagine 423

   

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