Storia della Repubblica di Genova di Carlo Varese

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      libro secondo. 1
      allestite tante navi, e mantenere nell' inerzia le opportune ciurme e le truppe. Raggiungevamo presso Fano, eh' era il principio della quaresima, mentreegli tornava appunto in Italia, ed esponevano, come fosse stato stabilito che l'impresa di Sicilia avesse a compiersi nel volgere dell' anno gią trascorso ; come la Repubblica non potesse pił sopportare la gravezza ed il dispendio a cui era stata astretta ; e come fosse onesto e giusto le si dicesse se par-tirebbesi o no, e quando. Alle quali parole rispondeva l'Imperatore: piacergli molto la sollecitudine della Repubblica, ma non essere in grado di decidere sui due piedi quella grave questione. Lo precedessero in Palma nel Friuli ov' egli sarebbe stato verso metą quaresima, e dove sarebbero i Principi e Baroni teutonici e lombardi che componevano la sua curia : lą, preso consiglio da'suoi, darebbe adeguata risposta. Andavano dunque a Palma, concedevan tempo ai consigli, poi chiedevano un' altra volta di quest' impresa, e un' altra volta s' udivano rispondere dall' Imperatore ; non poter dare schiarimenti; tornassero in Genova; verrebbe anzi egli stesso a Pasqua o a Porto venere o a Sarzana, e lą, al cospetto d' alcuni savii genovesi da lui invitati a far parte della sua curia, definirebbe la questione in quel modo che parrebbe pił vantaggiosa all'impero e alla Repubblica.
      Frattanto , poiché aveano Y armi forbite, Genova e Pisa inclinavano pił che mai a vicendevole of-fensione. In una delle convenzioni trattale alcuniGoogI


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Storia della Repubblica di Genova
Dalla sua origine sino al 1814 (Tomo Primo)
di Carlo Varese
Tipogr. D'Yves Gravier
1835 pagine 423

   

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