Storia della Repubblica di Genova di Carlo Varese

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      libro primo. 57
      decretava; i poteri dei consoli del Comune da quello 1130-1132. dei Placiti separava : ai primi affidava il reggimento esterno, agli altri V interno.
      E qui spunta un' epoca la quale benché leggermente toccata dagli annalisti Genovesi, a noi sembra degna di considerazione. Vogliam dire di quella che prima vide sorgere due poteri destinati più tardi a farsi guerra, a strascinare più d' una volta e più di dieci la Repubblica sull' orlo del precipizio. Egli è in questi anni che alcune famiglie ebbero i titoli di nobili, e cominciarono a godere di qualche privilegio. Gli Embriaci divenuti feudatari! di Gibellato, di Solino, di Laodicea e di Antiochia ; gli Spinola che già signoreggiavano nella Pol-devera ; i D' Oria o Doria che dai Vescovi o dai Conti di Narbona, checché ne sia, pretendono venire; i De Negro, i De Mari ed altri, mostransi di mano in mano sulle scene di quel teatro su cui rappresentarono dappoi cosi cospicua parte. A rincontro il popolo appariva già freno alla prepotenza, nemico del potere assoluto, e sovrano e servo a vicenda, e servo e sovrano ad una volta. Nè possiamo tacere di alcuni fatti i quali, benché sconnessi ed oscuri nella loro origine e nelle cagioni che gli partorirono, pur meritano d' essere menzionati, siccome quelli che accennano ciò che la plebe voleva essere fin d' allora. Certo Lanfranco Gabo, e certo Azzo, entrambi d' oscuro nome, radunata un giorno gran calca nella Chiesa di S. Siro, dinanzi all' altare di San Valentino, oravano dimo-


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Storia della Repubblica di Genova
Dalla sua origine sino al 1814 (Tomo Primo)
di Carlo Varese
Tipogr. D'Yves Gravier
1835 pagine 423

   

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