Nuovi ricordi arabici su la di Michele Amari

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      ( G32 )
      VII.
      Iscrizione cufica scoperta nella chiesa di Santa Maria di Castello correndo V anno 1859, allorché per cagion di restauri si tolse
      10 spesso intonaco ond' erano rivestite le pareti che sovrastano agli archi della maggior nave, costrutta indubbiamente innanzi
      11 1100. È scolpita in una lastra di marmo dell' altezza di centimetri 37 V2 per 36 (1).
      Scrittura cufica semplice e bella senza ornamenti, anteriore all'XI secolo, per quanto se n3 può giudicare dalla forma di questa specie di caratteri i quali sovente si rassomigliano a capello non ostante che fossero scritti in tempi molto diversi. Abbiam qui i versetti 187 e 188 della sura III del Corano, preceduti dalla nota formola religiosa; ma il 188 non si legge per intero, essendo bgoro il marmo nell'ultimo rigo e nella secondi metà dal penultimo. Cotesti versetti occorrono talvolta in colonne o lapidi di moschee. Un'altra iscrizione cufica, scolpita del pari in un marmo alto cent, 35 per 37 vedisi murata accanto alla su riferita, ma è sì corrosa che appena se ne discerne una o diis lettere finali in ciascuno degli ultimi cinque righi.
      Do la versione della prima iscrizione rigo per rigo e metto tra parentesi la fine del versetto che è logora.
      pag. 39 « In nome del Dio Clemente Misericordioso. (187) Nella creazione de' Cieli e della Terra e
      « nell'avvicendarsi della notte e del di [veggono] al certo de' miracoli gli uomini
      « di senno; (183) Coloro che pensano a Dio, stando
      (>) Veci, l'annessa Tavola I.


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Nuovi ricordi arabici su la storia di Genova
di Michele Amari
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