Nuovi ricordi arabici su la di Michele Amari

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      affare che 11011 temendosi.......tanto più de' vostri ottimatie andò con ciò.......e se ne sparse la nuova per tutte le
      città maggiori e per tutti i paesi e.......Ma iddio vendicò
      gli eccessi di que' vostri scellerati rovinando voi [tutti] e alienò i nostri animi da voi, e fece seguire la vostra partenza da questo Stato e la vostra cacciata.
      Or voi ci avete richiesto di rinnovare la pace e di rimettervi pag. 37 nella medesima condizione che godeano i vostri predecessori e gli antichi vostri in questo Stato. Questo per 1' appunto è ciò che si brama e si chiede e si sospira da ognuno -nelle nostre province: e per vero il meglio che possiam fare ò di accomodare i dissidii e tor via i' antagonismo e conseguire il riposo.
      Rallegratevi dunque quanti voi siete dell' assentimento [che diamo] alla stipolazione della pace tra noi e voi, e datene annunzio di parte nostra per tutti i vostri paesi e le vostre città ! Sappiate che vi concediamo Yamàn (sicurtà a nome) del Sommo Iddio e del suo Profeta, [sicurtà] per le persone vostre, per le famiglie, per gli averi e per ogni faccenda e condizione vostra, a patto che si presenti alla nostra Porta alcun de' vostri ottimati, notabili, consoli e mercatanti, che rinnovi tra noi una buona pace e la stipoli con noi nettamente si come prescrive la Sunna. Noi e voi giureremo innanzi a Dio sopra le anime nostre che farem opera a compiere il trattato e che persevereremo nel mantenerlo: e ciò dopo che noi avremo imposto a tutti i Turchi [vegnenti] ne' nostri dominii [il patto] che qual di loro offenda ^lcuna nave de' Genovesi, o faccia prigioni sopra essi o rechi ad essi qualsivoglia molestia o pregiudizio), non possa in alcun modo sbarcare in alcun luogo del nostro dominio, e se sbarchi, sarà lecito a chiunque di por mano nel suo sangue e nell'aver suo; oltreché noi manderemo [gente] a combatterlo e fargli guerra.
      Speriam ora in Dio, al quale si dia lode, che, dopo cotesti


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Nuovi ricordi arabici su la storia di Genova
di Michele Amari
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