I primi due secoli della di Pasquale Villari

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      , E LE ARTI MAGGIORI IN FIRENZE
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      Ma che cosa volevano, nell'interesse proprio dell'Arte, questi Statuti alla cui osservanza tanti magistrati vegliavano? Essi stabilivano tutte le regole e i modi con cui V Arte doveva essere esercitata. Le contraffazioni o la cattila qualità della mercanzia erano severissimamente punite. Una macchia, uno strappo non rivelato sulla scritta che ogni pezza doveva portare, venivano del pari puniti. Più di tutto poi si era severissimi sulla esattezza della misura. Gli ufficiali dell'Arte spesso andavano ad esaminare le pezze, ed ogni due mesi riscontravano, in ogni bottega, le canne e passetti con cui si misurava, e ne dovevano tener modelli esposti al pubblico, in alcuni punti della Città. Xé ciò era tutto. I Consoli mandavano in ogni fondaco a visitare se i libri e le scritture dei mercanti erano in regola, e punivano coloro che deviavano dalle norme stabilite. Componevano fra i mercanti dell'Arte loro, o fra di essi e quelli di un'altra, tutte le liti che nascevano per ragione dell'Arte stessa, ed era severamente punito chi, in queste liti commerciali, avesse voluto ricorrere ai tribunali ordinari. Ma in qual modo si rendevano efficaci le condanne dei Consoli ? Quasi tutte le pene erano in danaro, e chi non le pagava, dopo essere stato più volte ammonito e più gravemente tassato, era, se non si sottoponeva alla condanna, escluso dall'Arte, il che voleva dir la rovina totale del suo commercio. Non solamente la sua mercanzia non aveva più il bollo, e quindi perdeva la guarentigia dell'Arte; ma egli perdeva ancora molti altri grandissimi vantaggi, e finiva col non potere più esercitar la sua industria in Firenze, spesso anche neppure fuori. Infatti, i Consoli eletti in Firenze vegliavano, come vedemmo, sull'interesse dell'Arte anche fuori della Repubblica, eleggendo a ciò Consoli in diverse parti d'Italia e d'Europa, i quali crebbero di numero a misura che il commercio si estese. Due specialmente di maggiore importanza, ne eleggevano in Francia. E tutti questi s'occupavano perfino degli alberghi destinati ad accogliere i mercatanti dell' Arte. Quando poi, secondo l'uso di quei tempi, uno Stato concedeva rappresaglie su i beni di essi, dove-


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I primi due secoli della storia di Firenze
Volume Primo
di Pasquale Villari
Sansoni Firenze
1898 pagine 317

   

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