Storia fiorentina (volume 9) di Benedetto Varchi

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      442 storia fiorentina. ,_1530]sino alla scala. Era nel mezzo di detta sala, lungo il muro dirimpetto alla porta, fatta una residenza alquanto rilevata con alcuni gradi da piè per li magistrati; sopra la qual residenza saliti, il Mussettola, che aveva a mano diretta il duca, e dalla sinistra il gonfaloniere con quattro Signori da ogni banda, drizzatosi in piò colla Bolla spiegata in mano, cominciò a favellare in questa maniera:
      Che essendo il serenissimo e invittissimo imperadore Carlo V venuto in Italia per doverla-pacificare, affinchè renduto¦ la pace a lei, potesse rivolgere sicuramente l'armi sue contra il principe de' Turchi, e avendo pacificata Vinegia e V altre città d'Italia, trovò che solo i Fiorentini non solamente avevano osato cacciare il papa e la nobilissima famiglia de' Medici, onde avevano e pubblicamente e privatamente tanti onori e benefica ricevuto, di casa sua, senz'alcuna cagione, ma eziandio muovere guerra a Sua Maestà nel suo reame di Napoli; e non ostante eh' ella avesse come benigna e mansueta tentato più volta cón dolci e oneste condizioni di rimetterla, eglino però, o per la qualità de' tempi, o per loro pertinacia propria, o per privata autorità1 d'alcuni particolari, mai voluto non avevano: laonde Sua Maestà fu contra sua voglia (non altramente che fanno i padri, quando a gastigare i figliuoli si conducono) sforzata a muover lor guerra, e assediare strettissimamente la città, avendo essi avuto ardire di chiudere le porte a' suoi eserciti. E con tutto che avesse per ragione di guerra potuto far morire di fame tutto 'l popolo fiorentino, e dar Firenze a sacco ed in preda a'suoi soldati* nondimeno si per la sua propria bontà e si per intercessione di papa Clemente, non aver mai voluto permettere che così si facesse: anzi aver fatto ritenere e raffrenare i soldati ar(lentissimi di dargli l'assalto per saccheggiarla, in fino a tanto che i Fiorentini riconosciuto l'error loro, e dimandatone perdono, s'arrenderono e fecero l'accordo. Onde Cesare per vigore della sua dignità e potestà imperiale, ed in virtù della capitolazione fatta tra il signor don Ferrando Gonzaga e la Repubblica fiorentina, l'aveva
      * Vlililà ha il MS : P.
      a Che tonto l'agognavano, aggiungo il cit. MS.


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Storia fiorentina (volume 9)
di Benedetto Varchi
Felice Le Monnier Firenze
1858 pagine 464

   

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